Giovedì 13 Agosto 2020

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Lingue antiche: un Eros di insegnamento

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Lingue antiche: un Eros di insegnamento

Lingue antiche: un Eros di insegnamento

Proprio così: a suggerirmelo è un facepost, preterintenzionalmente!

Un’alchimia da amore a prima vista, malgrado tante le sviste istituzionali, che non sto qui ad elencare, per non assumere, nel corso della giornata, qualche compressa di Asclepio!

Dirò di più: chi è cultore dell’antico, facendo mia una simpatica massima albionica, è proprio un Latin lover, ovvero, un appassionato di quella latinità, che sempre più è maestra per l’attualità.

Entrando subito in tema, come definire questo studium, appaiandolo a questo spot visivo, allora?

  • Resistente alla corrosione, come il titanio! Verissimo, non come l’omonima trasmissione, che riparte a breve, credo, ma per la semplicissima constatazione che la Tradizione ha avuto una visibile longevità fino ad oggi. Direi che ha lasciato una “taccia” di sé dappertutto: beata colpa, allora! E’ bello sentirsi, da questa prospettiva, rei confessi, stando attenti a mantenere salda la sillabazione, per evitare scivoloni del tipo “rei con fessi”, adatti a qualunque altra situazione, come per la politica sull’istruzione, ad esempio (anche in questo caso avrebbe una sua efficacia, l’humanitatis studium, magari! L’istruzione della politica correggerebbe, infatti, parecchi danni! Tante legislature ci hanno cotti e cucinati ma solo per ambienti caliginosi: ebbene, le Antiche lettere darebbero lezione di buon arrosto a chi ha fatto tanto fumo!).
  • E’ raro, come l’americio. Essere una rarità quanto tutto si fabbrica in serie, non è un conforto? Le lingue antiche sono l’antidoto all’omologazione: sanno di quei contatti che il moderno ha reso sempre più virtuali. Raro simul hominibus bonam fortunam bonamque mentem dari – Raramente sono date agli uomini fortuna e buon senso allo stesso tempo: beh, l’approccio al mondo di ieri permette una cosa e l’altra. Ritrovare il bandolo della propria vita non è ancora quel filo di Arianna che ci segue dalle favole belle della nostra mitologia? Mitico, no, per essere Divi! Elementare, Watson! Mitologando…
  • Ci mantiene vivi, ossigenando la nostra mente. Di fronte agli asfissianti inquinamenti  di ogni giorno un Classico ha la capacità di rimarginare e di riorientare. Perché? Semplice: la memoria ha un futuro fatto di direzioni. Passato e presente in avanti. Acquisire questa consapevolezza porta a coniugare i tempi della società, e non è poco: a scuola questo lo sperimentiamo nei due participi più belli che ci possano essere. Insegnante, studente: Voci di Verbo, o di Logos, per concludere!

Prof. Francesco Polopoli