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Liotta (PSI): necessaria programmazione sanitaria area Catanzaro-Lamezia

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Milena Liotta

Milena Liotta

Dobbiamo risalire al Piano Sanitario dell’amministrazione regionale prima del commissariamento della sanità del 2010 per trovare impegni di sviluppo per il nostro territorio e per il nostro Ospedale

Comunicato Stampa

Il Piano Sanitario Regionale che proponeva quella amministrazione vedeva un ruolo ben definito per la nostra sanità che in quel documento veniva rafforzata ribadendo l’indicazione del precedente Piano Sanitario Regionale, per la istituzione nell’ospedale di Lamezia Terme, del Polo Traumatologico Regionale.

Il periodo dei commissariamenti, iniziato dall’amministrazione regionale di centrodestra di Scopelliti e Talarico, con lo stesso Presidente Scopelliti commissario, cui seguì una pletora di commissari e sub commissari, ha avuto il solo obiettivo del ridimensionamento della nostra sanità.

Quell’obiettivo ancora continua ed è alla base delle gravi criticità continuamente lamentate.

Posti letto non attivati, reparti chiusi, personale ridotto, primariati annullati.

L’obiettivo evidente era di rafforzare la sanità del vicino capoluogo Catanzaro anche riducendo l’offerta sanitaria a Lamezia Terme.

Nessuno dei tanti commissari che si sono succeduti ha notato che si stava producendo una imprevedibile concentrazione di reparti e funzioni nei due grandi ospedali e nelle tre cliniche private allocate in Catanzaro.

Che non ha prodotto il risultato di definitivamente scompaginare l’Ospedale di Lamezia Terme che continua ad essere uno dei due ospedali con maggiore attrattività dopo i tre grandi Hub regionali.

Che, a distanza di dieci anni, non ha spostato la mobilità passiva extraregionale di questa area che costa 26 milioni di euro l’anno ed è spesa sanitaria rimasta immodificata dal 2010.

Rimangono in essere reparti doppi e tripli che in questi giorni non si trova il modo di ridurre in vista della unica fusione per creare l’unica azienda sanitaria tra i due grandi ospedali pubblici di Catanzaro.

Fusione che creerà una delle più grandi aziende sanitarie pubbliche del centro sud con l’assoluta maggioranza dei posti letto prevedibili per l’intera area Catanzaro Lamezia di 360.000 abitanti, con l’unica università di medicina della Regione.

In concorrenza rimarrebbe l’Ospedale di Lamezia Terme.

La precedente amministrazione regionale di centrosinistra aveva posto le basi per una unica struttura ospedaliero-universitaria dell’area che includesse anche l’Ospedale di Lamezia per stabilire una unica Direzione ed una unica programmazione nell’interesse di tutti i Cittadini e per utilizzare al meglio le grandi risorse assegnate all’area.

La legge regionale, approvata all’unanimità dopo ampie discussioni nella apposita commissione regionale, è stata contrastata e la nuova amministrazione regionale di centrodestra nel mese di aprile ha voluto mettere un sigillo di prepotenza, proponendo una modifica sostanziale in una legge regionale di “manutenzione” escludendo la presenza dell’ospedale di Lamezia Terme, senza alcuna discussione né in aula e senza mai essere andata nella apposita Commissione.

Ora l’Amministrazione Straordinaria dalla Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro nel Piano di Performance 2020-2022 da, invece, indirizzi e funzioni per Lamezia Terme e per Soveria Mannelli e per il territorio, partendo da considerazioni che sono evidenti.

La prima è che nella stessa area la presenza di due mega strutture sanitarie –Ospedale Pugliese-Ciaccio e Policlinico Materdomini- è di ostacolo alle finalità della stessa azienda: “Principale punto di debolezza è rappresentato paradossalmente dall’insistenza sul territorio di propria competenza dell’Azienda Ospedaliera Pugliese Ciaccio e dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Materdomini”.

La seconda è che l’Ospedale di Lamezia Terme “che gode di una posizione strategica centrale in Calabria, facilmente accessibile con ogni tipo di collegamento (autostrade, aereo, ferroviario), nonché dotato di area per l’atterraggio degli elicotteri è la sede naturale per progetti di sviluppo regionale.

Il documento, ovviamente, non ha motivazioni politiche e tralascia di dire che tre amministrazioni per tre aziende sanitarie, che dovrebbero coesistere in concorrenza in un’area che si percorre da un capo all’altro, con ogni tipo di collegamenti ed in poco tempo, sono solo una inutile spesa.

Seguono le proposte, sempre nell’ottica non politica, di mantenere le tre aziende sanitarie, e, quindi, di trovare uno spazio utile alla collettività per ogni azienda sanitaria.

E sono studiate interessanti proposte che riguardano l’Ospedale di Lamezia Terme ma anche l’Ospedale di Soveria Mannelli.

E come viene giustamente riproposta la necessità di un nuovo interesse verso il Centro Protesi INAIL di Lamezia Terme, vero doppione del centro principale INAIL per il mezzogiorno, che nella versione ultima a seguito di un accordo con l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro e con l’Ospedale di Lamezia Terme, dovrebbe prevedere posti letto e degenze.

A Lamezia, le indicazioni e le motivazioni del documento dobbiamo farle nostre e sostenerle.

La politica a Lamezia Terme vada oltre e tiri le conseguenze delle premesse contenute nel documento della Commissione Straordinaria dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro.

Ed in chiarezza dica che nell’area centrale della Calabria Catanzaro-Lamezia, nella necessaria riorganizzazione della sanità regionale che sarà sicuramente tema non rinviabile per la nuova amministrazione regionale, venga prevista un’unica programmazione sanitaria per l’intera area.

Che la stessa unica programmazione sanitaria preveda un riequilibrio nell’intera area di strutture, funzioni e risorse.

Il PSI di Lamezia Terme è pronto a far la sua parte.

Non ci interessa stare seduti a tavoli né far parte di gruppi o di concentrazioni tanto per esserci.

Stiamo con chi possiamo condividere obiettivi ed impegni.

E questo della sanità è il più importante.

Milena Liotta
Commissaria PSI Lamezia Terme