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Luigi Siciliani, il nazionalista – esteta

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il poeta Luigi Siciliani

Intellettuale completo, ebbe una vita breve ma intensa da protagonista della vita italiana della prima metà del XX secolo.

Il poeta Siciliani con la sua famiglia

Nacque a Cirò (KR), il 15 febbraio 1881 da famiglia aristocratica. Compiuti gli studi classici a Catanzaro, si trasferì a Roma presso il Collegio Nazareno, ove conseguì le lauree in giurisprudenza (1903) e in lettere (1904), e stingendo amicizia con diversi intellettuali italiani come Guido Gozzanoe soprattutto col poeta marchigiano Giovanni Pascoli, alla cui poetica dedicò un suo primo saggio (1899). In questo periodo scrisse per alcune testate letterarie quali la fiorentina Cronache Letterarie, cui seguì la pubblicazione delle sue prime raccolte poetiche quali Sogni pagani e Rime della Lontananza (1906)

L’attività politica

Nel frattempo convolò a nozze nel 1907 con Ermelinda D’angeli, e con essa si trasferì a Milano, dove con Enrico Corradini e Luigi Federzoni fondò l’Associazione Nazionalista Italiana (1910), partito d’origine anche del corregionale Maurizio Maraviglia, in cui si occupò di propaganda patriottica dirigendone il giornale Il Tricolore. Arruolatasi volontario nella Grande Guerra (1915-1918), per meriti sul campo fu promosso Capitano di fanteria e addetto alla propaganda fra le truppe. A lui fu attribuito erroneamente il testo del Bollettino della Vittoria diramato da re Vittorio Emanuele III il 4 novembre 1918. Conobbe in questo periodo il poeta-soldato Gabriele d’Annunzio che seguì nella avventura fiumana (1919-1920). Nel frattempo veniva eletto a Catanzaro deputato per la lista dei Combattenti e Reduci (1919). Divenuto vice presidente del Partito Nazionalista, ne caldeggiò la fusione nel 1923 con il Partito Nazionale Fascista.

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Al Parlamento aderì assieme ad altri 15 deputati al gruppo chiamato Rinnovamento il quale si distinse per aver votato contro il Trattato di Rapallo (1920) che sottraeva la città di Fiume al regno d’Italia (sarà di nuovo italiana solo nel 1924). Intanto fu sottosegretario, fra il 1922 e il 1923 all’Istruzione e Belle Arti sia con Luigi Facta che nel primo governo Mussolini. Nel 1924 fu scelto da Michele Bianchi come candidato nel collegio di Catanzaro assieme al lametino Salvatore Renda per il Listone Nazionale, i cui nominati scatenarono l’ira dei fascisti “della prima ora”, vistosi sorpassati da non fascisti nelle scelte governative. Morì improvvisamente a Roma il 24 maggio 1925 e riposa nel cimitero di Cirò.

il poeta Siciliani col duce del fascismo Benito Mussolini

L’impegno letterario

Siciliani, abbiamo detto, iniziò la sua produzione poetica nella prima decade del XX secolo, improntata su una poetica di stile Alessandrino e con accentuati accenni malinconici Ai due volumi già menzionati Sogni pagani e Rime della lontananza del 1906, seguì nel 1907 il primo volume di traduzioni, una raccolta di brevi poesie tradotte in italiano dal greco e dal latino, dal tedesco, dal portoghese a cui seguì nel 1908 Arida nutrice, nel 1909 Poesie per ridere, nel 1911 L’amore oltre la morte, nel 1920 Per consolare l’anima mia, e nel 1923 L’altare del Fauno.

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Nel 1924, poco prima di morire, si occupò anche di letteratura straniera, traducendo poeti inglesi moderni. Scrisse un solo romanzo, il Giovanni Francica (1910) centrato su un meridionale con ambizioni da esteta che si salva dalle degenerazioni di una vita al limite della vanità e della lussuria ritornando fedele ai valori della sua terra e della sua gente natia. Fu anche apprezzato saggista, scrivendo fra i tanti Studi e saggi del 1913, Confessione e battaglie  e  i “Volti del nemico entrambi del 1918. Una ristampa di alcune sue opere fu fatta nel 1977 dall’editore Einaudi. Esiste un ricco carteggio epistolare di Siciliani con i maggiori letterati della sua epoca come Gabriele D’Annunzio, Giovanni Pascoli, Guido Gozzano, Miguel De Unamuno, Federico De Roberto, Filippo Marinetti, Marino Moretti, Massimo Bontempelli, G.A. Borgese, Salvatore Di Giacomo, Ada Negri, Emilio Cecchi, Boccioni, Lauro De Bosis, A.S. Novaro e molti altri. Le 68 lettere scritte da Siciliani a Giovanni Pascoli sono state pubblicate nel 1979 a cura di Enrico Ghidetti per la Sansoni editore. Alla memoria di Luigi Siciliani sono stati intitolati una via a Catanzaro e a Roma, nonché il liceo Scientifico del capoluogo calabrese.

M. S.