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M24A: turismo, al posto delle detrazioni fiscali sarebbe stato meglio un voucher

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Turismo. Tropea in testa alle 10 mete rifugio per vip in incognito

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L’art. 183 del Decreto “Rilancio Italia” prevede un mix di scontistica da effettuarsi alla fonte (l’80% di quanto si spende in una struttura turistica) ed il 20% come detrazione fiscale

Comunicato Stampa

La struttura turistica poi utilizzerà quello sconto effettuato a sua volta come detrazione fiscale.

Il provvedimento, se utile per invogliare un turismo made in Italy, non è così abbastanza equo all’interno delle diverse anime che operano nel settore (che rappresenta il 12-13% del PIL italiano).

Dallo studio condotto all’interno del Gruppo di Studio Economia del Movimento 24 Agosto – Equità Territoriale, infatti, tale provvedimento ha insito alcune lacune:

1) Favorisce meno di un terzo degli operatori del settore (prevalentemente i grandi gruppi alberghieri e comunque fino alle strutture ricettive con una capienza, in termini di posti letto, superiore ai 50), lasciando all’altro 70%, costituiti da Bed&Breakfast, Agriturismi, case per ferie, alloggi in affitto, ecc., l’amletica domanda “apro, non apro?” poiché economicamente insostenibile anche a causa delle limitazioni introdotte dalle linee guida che l’INAIL ha pubblicato per il settore.
2) L’intervento economico in sé (2,4 miliardi di Euro secondo le stime ministeriali) non genera ulteriore ricchezza, proprio perché l’aiuto termina con le “detrazioni fiscali”, cioè fine a sé stesse.

Come M24A-ET avremmo preferito che il Governo avesse pensato invece ad un intervento mirato a tutti gli operatori del settore Leisure in Italia (e quindi anche Ristoranti, Musei, parchi acquatici, ecc.) fornendo a chi ne facesse richiesta un voucher (tipo quello per docenti) di 500 euro (divisibili) da spendere liberamente sul territorio italiano per fini, appunto, turistici. In questo caso i 2,4 miliardi, grazie al moltiplicatore (si stima intorno a 60 euro aggiuntivi rispetto a 100 euro spesi nel settore) avrebbero generato una maggiore ricchezza stimata per oltre 1,5 miliardi di euro.

Così impostato, invece, un’ottima occasione di incentivare questo settore tra i più colpiti si trasformerà in un vantaggio solo per determinate dimensioni aziendali e con una probabile concentrazione territoriale, senza apportare prosperità a tutte le varie categorie dimensionali rilanciando per intero il settore interessato (ma soltanto, indistinte, detrazioni fiscali ed assenza dell’effetto moltiplicatore).

Paolo Spadafora