Magolà-Zangarona-Bella: nei “contorni di Nicastro” con Impressioni Mobili

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seconda tappa di impressioni mobili-LameziaTermeit

LAMEZIA. Un nuovo percorso di Impressioni Mobili alla scoperta di alcune delle realtà che circondano l’ex comune di Nicastro.

Dopo la VI uscita dello scorso febbraio che è ritornata nel centro storico di Nicastro, tre in particolare sono state le tappe per questo secondo appuntamento (VII uscita) con la seconda edizione del trekking urbano di Impressioni Mobili targato  Open Space: Magolà, Zangarona e il quartiere Bella. Località scelte anche per sdoganare l’errata convinzione che le frazioni più periferiche rispetto a un grande centro non abbiamo una storia da raccontare.

Anche per questo evento, denominato “Contorni di Nicastro”, i partecipanti sono stati guidati da Matteo Scalise, consulente storico di Impressioni Mobili ed esperto di storia locale per la rubrica StoriaPop – Lameziaterme.it. Grazie ai cenni storici di Scalise, relativi ai luoghi visitati, si è potuto infatti scoprire come questi centri custodiscano gelosamente una storia radicata in tempi lontani e di cui pochissimi hanno contezza.

Il trekking urbano è partito proprio dal secolare santuario della Beata Vergine del Soccorso di Magolà, frazione agricola nata intorno al 1700 e poco distante dal centro di Nicastro. Fu qui che, nel 1719, la famiglia Gatti eresse un altare votivo che intitolò a Maria Santissima del Soccorso. Nel 1736, per volere della medesima famiglia egemone che fece richiesta alla diocesi di Nicastro, divenne una chiesa per accogliere la popolazione di Magolà e della vicina Fronti.

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Intorno al santuario varie sono le leggende e i racconti popolari. Uno di questi vuole che una bambina si credesse posseduta dal demonio, per questo invocò il nome della Vergine Maria che apparve con un bastone grazie al quale scaccio il diavolo; a raffigurare questo episodio una statua sita proprio all’interno della chiesa.

Zangarona, frazione di origine arbëreshë, è stata la protagonista della seconda tappa del percorso. Qui sono state trattate le peculiarità linguistiche e le tradizioni del posto, a partire dalla diaspora della popolazione albanese che si stanziò proprio in quei luoghi.  Fu nel 1616 che venne eretta la chiesa di Santa Maria delle Grazie, che si trova nella piazza principale di Zangarona. A far da cornice a questa  frazione, una splendida vista sul golfo di Lamezia Terme e un caratteristico centro storico fatto di abitazioni originali e stretti vicoli.

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Terza e ultima tappa del percorso al quartiere Bella, sorto nel 1789, nel quale si trova il santuario di Maria Santissima della Spina. La chiesa, chiamata anche di Santa Maria la Bella – da qui il nome dell’omonimo quartiere – conserva al suo interno un affresco medievale della Madonna intorno al quale venne edificata. Risale al 1994 l’elevazione a Santuario mariano.

Così come richiede l’ormai collaudata formula di Improssioni Mobili, l’evento è stato raccontato per immagini da Open Space, 35 Millimetri associazione Artistica e Culturale e dai partecipanti, che hanno potuto condividere le foto scattate sui vari social utilizzando gli hashtag #impressionimobili #openspace_ac.

V.D.

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