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Modernamente vintage: transizione ecologica e tutela etica dell’ambiente

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Transizione e transizione ecologica: una parola tanti significati.

Molto frequentemente si usa la parola transizione, tanto che non ci soffermiamo più neanche ad avvalorarne il significato.  Transizione: passaggio da una situazione ad un’altra, sia in senso statico, sia in senso dinamico, in quanto implica l’idea di un’evoluzione in atto.

In sostanza rappresenta il continuo cambiamento di ogni cosa, quella fase in cui, ci si sente anche un po’ persi, ma che dà poi il via ad un nuovo stato emotivo, fisico di vita.

Un passaggio dal come eravamo al come siamo.

Rispecchia un po’ questa nostra fase sociale, paralizzata per lungo tempo da una stasi emotiva, lavorativa, psicologica, una costrizione che adesso è in fase di transizione, che porterà ad un nuovo inizio.

Tutto è sospeso, ma ognuno di noi sta cercando di darsi un’identità, vecchia o nuova non conta, migliore o peggiore non importa: la forza motrice è ricominciare, andare avanti. Siamo come dei nomadi alla ricerca dell’insediamento stabile, dove ricostruirsi.

Ma anche la parola di oggi può essere affiancata all’ecologia e prendere una sfumatura moderna ed attuale.

Transizione ecologica: si riferisce al processo di innovazione tecnologica, che non tiene conto solo dei profitti economici, ma parallelamente anche del rispetto dei criteri per la sostenibilità ambientale.

Finalmente si parla eticamente di sostenibilità ambientale. Fonti di energia rinnovabili, una politica di riciclo e riuso reale.

Investire in nuove tecnologie per creare lavoro, ottimizzare le produzioni dal punto di vista ambientale.

Ma ricordiamo di ottimizzare anche noi stessi: noi siamo l’ambiente e per rispettarlo dobbiamo rispettare noi stessi.

 

 Simona Trunzo

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