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Nuovo CDU Lamezia. Piazza Mazzini: da salotto buono a tugurio della città

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degrado piazza d'armi

C’erano i negozi storici, Lucibello, Amendola, Roperto, Tutino, Mercuri, Raffaele Armando, Costantino solo per dirne alcuni

Comunicato Stampa

C’era l’autostazione e c’erano tre distributori di benzina. Ancora c’erano i bagni pubblici, la banca Commerciale, l’ufficio del cambio valute, i parcheggi e anche quelli per i taxi e per gli autobus ed anche le cabine telefoniche e nel bar gli elenchi telefonici di tutta Italia. C’erano la lavanderia, la pasticceria, l’edicola, la farmacia e persino 3 alberghi e qualche trattoria e la famosa pizzeria Il semaforo, c’era una zona pedonale con panchine, fontane, vegetazione, frescura, ma soprattutto c’era la vera e propria piazza (anzi l’agorà). C’era un pullulare di persone, non solo di Nicastro ma di tutte le zone dei dintorni, che lo consideravano un punto di ritrovo.  Nei periodi festivi si organizzava la fiera della cipolla e veniva allestito sia il presepe che il Calvario. Di tutto questo è rimasto ben poco. Questa piazza era il vero centro della città e un vero e proprio vanto per l’intero territorio. Con queste indicazioni è evidente a tutti che stiamo descrivendo e parlando di Piazza d’armi o Piazza Mazzini e della sua bellezza ed importanza. Quasi attaccata a questa c’era, più all’interno, Piazza Santa Maria con il fabbro, il maniscalco, vie di accesso e passaggio dei veicoli ed era utilizzato anche come parcheggio per i camion. In quella piazza si è “salvato” solo il grande platano collocato in un angolo, ma, per dire il vero, è ancora presente e vegeta solo grazie ad un intervento specializzato e preciso da parte di un dott. Agronomo, altrimenti purtroppo anche questo sarebbe già diventato legna da ardere o cippato.

A un certo punto, malgrado le numerose proteste da parte dei negozianti e dei fruitori della piazza, qualcuno decise di rivoluzionarla e, per dirla con una metafora, la montagna partorì un topolino. Allo stato attuale, piazza Mazzini non è facile descriverla, ma soprattutto è difficile svolgere la sua funzione di agorà. La viabilità concentrata e di passaggio ha messo in ginocchio le attività commerciali, molti dei quali hanno chiuso o si sono trasferiti, parcheggi fatti sparire o ridotti al lumicino e a tempo breve, e la manutenzione purtroppo è un elemento sconosciuto. In compenso si trovano tante altre attività. Dalla cronaca dei giornali si legge che, in questo posto, qualcuno spaccia, altri catturano i colombi, altri ancora pescano i pesci rimasti, ancora il luogo viene utilizzato come bagno “con vasca da bagno annessa”, altri la utilizzano come deposito di bottiglie e spazzatura di ogni genere e in ogni caso la gente ci fa quello che vuole. Negli ultimi tempi questo luogo è utilizzato come ring o comunque campo di battaglia tra individui che hanno diatribe e si ritrovano bottiglie rotte dappertutto.

Il salotto buono è diventato un tugurio.

Non vogliamo cercare colpevoli tanto meno dare colpe a nessuno, ma vorremmo trovare soluzioni, riappropriarci delle nostre cose e migliorare la condizione di chi ci abita e di chi ha resistito o introdotto una nuova attività commerciale.

In attesa che si possa intervenire con modifiche drastiche e significative, come già hanno proposto alcuni consiglieri comunali e come auspicano tanti cittadini, diciamo che bisogna intervenire almeno sull’illuminazione, sulla sorveglianza, sull’accesso, sulla collocazione di panchine che possano svolgere tale funzione, sulla manutenzione della vegetazione e delle aiuole, su quei manufatti che deturpano l’intero territorio, per poter dare dignità e rendere vivibile quella piazza a tutti i cittadini e non solo a determinati individui.

Insomma esistono tutte le potenzialità per ripristinare il ruolo iniziale di Piazza Mazzini. Gli interventi, però devono essere effettuati al più presto e in modo professionale prima che sia troppo tardi e non sia motivo di degrado per l’intera città.

Le grandi città si identificano sempre con le loro piazze e il giusto ruolo che hanno, quindi se Lamezia vuole essere annoverata e considerata una grande città deve partire anche dalle piazze.

 

Il coordinatore cittadino del Nuovo Cdu
Giancarlo Muraca

Il presidente cittadino del Nuovo Cdu
Giuseppe Muraca

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