Martedì 7 Luglio 2020

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Orizzonti verticali, l’ultimo libro di Tonino Spena

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Presentato a Lamezia l’ultimo libro di Tonino Spena, Orizzonti verticali (Grafichéditore)

LAMEZIA. Presentato Orizzonti verticali, l’ultima fatica di Tonino Spena, un viaggio emozionale in cui si intrecciano vita e amore. Il cantastorie lametino è stato accompagnato da Luisa Vaccaro, Tommaso Cozzitorto, Maria Cristina Mazzei e Valentina Rosaria Cacciola, e dagli interventi di Antonio Pagliuso e Pasquale Allegro. A dare voce ai testi di Tonino Spena le letture di Giancarlo Davoli.

Anche questa volta – così come successo con In giro per la città – l’autore ci prende per mano, portandoci a fare una passeggiata tra strade familiari percorse da chi vuole mantenere vivo il ricordo di quei luoghi. Ci porta in un viaggio fatto di racconti, poesie e riflessioni. Fatto d’amore e di Bella.

Del resto, Tonino Spena in questa sua undicesima opera ci racconta ciò che sa: la storia del suo amato quartiere a cui, come sottolineato da Cozzitorto, ha dato il suo contributo, a partire dai volumi di Bella e la sua gente. Un luogo che diventa simbolo attraverso l’autore, che non ci parla certo di un luogo fiabesco ma di un posto quanto mai reale, brutture comprese.

È Bella, con la sua Piazza Roma, la protagonista di questa nuova avventura, degli Orizzonti verticali caratterizzati da un crescendo di emozioni, da ricordi, serenità e soprattutto da nostalgia, fil rouge del testo. La nostalgia legata a malinconia e tristezza, ma anche protezione dei nostri sentimenti. Nostalgia di una piazza, delle persone, di un mondo che forse non c’è più ma che è popolato da tanti personaggi.

Troviamo il parroco, il professore, il barbiere, il postino, che nascono dalla penna e dal fanciullesco flusso di coscienza dell’autore che compone i suoi testi passo dopo passo, senza sapere dove quelle righe lo porteranno.

Ma quello che Tonino Spena ci chiede, da lettori, è di avere il coraggio di esprimere e condividere il nostro mondo interiore, i nostri sogni, di andare incontro alla vita e alle possibili delusioni; di riflettere sul nostro passato, che dobbiamo mantenere vivo seppur soggetti ai cambiamenti dettati dall’inesorabilità del tempo.

Valentina Dattilo

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