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Ospedale Lamezia. Calabria Sociale: “Vaccini Covid, la confusione regna sovrana”

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ospedale lamezia

La storia dei “vaccini”, presso l’ospedale di Lamezia Terme, continua a consumarsi nella completa confusione, nessun provvedimento per ricreare l’ordine e la regolarità, tutto è ancora nella caotica situazione precedente a cui abbiamo assistito inorriditi, per la mancanza di rispetto alle regole sul distanziamento

Comunicato Stampa

Questa volta, non si tratta solo di un dato d’affollamento con gli spazi occupati da soggetti in attesa della chiamata, ma una disorganizzazione dell’ospedale che, purtroppo, con il poco personale a disposizione, doveva e deve far fronte all’esigenza per la somministrazione della prima e seconda dose.

Il solito tassello dell’incapacità ad essere, per una volta, perfettamente organizzativi e organizzati, soprattutto guardando il momento drammatico che stiamo vivendo.

La confusione, non agevola certamente la continuità dei termini di vaccinazione né, tanto meno, i tempi, ma prolunga in una illogica agonia l’attesa e la paura.

Adesso il terrore è una bestia palpabile, cresciuta in modo enorme, quando per le diverse notizie a rimbalzo, dai telegiornali arriva la nota che lo stato avrebbe sospeso la somministrazione dell’AstraZeneca, potrebbe anche andare, ma, mi si scusi, con chi ha già fatto la prima dose, come la mettiamo?

Poi, la notizia telegiornalistica è realmente concreta? O la solita alzata d’ingegno a cui stiamo assistendo in questi ultimi tempi? Lasciamo a noi la scelta della realtà.

Troppe strane situazioni si verificano per il farmaco, ritardi, date inserite e subito spostate, luoghi diversi di esecuzione con personale che, ridotto ai minimi termini, deve fare i cosiddetti salti mortali per garantire l’inoculazione.

Il Covid 19, a Lamezia, ha mandato all’aria quel minimo di organizzazione esistente… se esisteva; già in precedenza eravamo subissati da ritardi con date, per visite, della durata lunghissima, in alcuni casi anche oltre l’anno, non siamo, vista l’emergenza, stati capaci di reagire e cercare di rattoppare il possibile, cogliendo l’attimo per dare un servizio, quanto meno accettabile.

Mi auguro che, in questi giorni, si sia provveduto a rivedere la situazione, rendendo l’assistenza più fluidificante e rapida; almeno lo spero.

Un semplice appunto sulle mascherine, sono obbligatorie, ma molti preferiscono non metterle, tenerla in mano, attaccata al braccio o sotto il mento.

Un modo indecente di non salvaguardare sé stessi e gli altri, eppure nessuno interviene a far rispettare la normativa, anche sugli affollamenti, dov’è l’autorità cittadina?

Un abbandono che fa scalpore che naviga nello spazio del nulla.

Gianfranco Turino
Calabria Sociale

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