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Ospedale di Lamezia. Turino: “Una confusione di figure”

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“La Calabria non è supportata a livello sanitario, manca di tutto, dovrebbe restargli il buon senso di non sfaldare quel poco che ha, altrimenti la caduta è totale.” afferma, in una nota, Gianfranco Turino di Calabria Sociale

Stiamo attraversando l’attimo più di difficile della nostra esistenza e non sappiamo quale potrà essere il futuro, tutto dipende da noi e da come pensiamo di riuscire a limitare i datti della pandemia, eppure c’è ancora chi non ha capito e non vuole capire il senso dei fatti e dei divieti.

Le foto non sono state scattate davanti un supermercato o altro tipo di negozio o tratte da un film dell’orrore, ma davanti all’ingresso dell’Ospedale di Lamezia, giorno 30 marzo intorno alle 15,30 per la somministrazione della prima dose del vaccino e, per alcuni casi, la seconda.

Una confusione di figure, vergognosa, incivile e scandalosa, che fa inorridire la gente seria, corretta e rispettosa, mentre il qualunquismo di maniera o il vandalismo insito nella mente fa sicché alcuni “nulla facenti “credendo di essere i più furbi si sono piazzati davanti al portale.

Ad aspettare cosa?

Il colpo di bacchetta magica capace di farli entrare senza aspettare il proprio turno?

È la solita fobia e presunzione quale DNA generazionale.

Evidentemente non hanno capito che non si entra per presenza ma per chiamata in base alla prenotazione precedentemente effettuata, almeno questo metodo è stato rispettato pur se con ritardo sull’orario effettivo di convocazione.

Chiamata dei nomi di coloro che avevano seguito l’iter burocratico e non chi si è accampato, accaparrandosi lo spazio della porta, sperando di essere il primo, senza spostarsi creando difficoltà a coloro che dovevano muoversi.

Nessuno è intervenuto per pretendere che venissero rispettate le distanze.

Hanno lasciato fare senza ricordarsi che non è in quel modo che si procede, dopo tutte le raccomandazioni e i divieti ammanniti in TV dalla politica, odiosi finché si vuole, ma estremamente necessari per la sopravvivenza.

Paura delle reazioni del collettivo? Probabilmente.

Non c’è stata una presa di responsabilità capace d’imporre il rispetto dell’attuale normativa.

La gente sapeva che la vaccinazione ci sarebbe stata per tutti i convocati, nonostante ciò, era li a coprire tutti gli spazi, ad ingolfare l’aria, annullando le più elementari norme di sicurezza in materia di distanziamento.

Questa presenza pressante davanti all’ingresso a quale scopo?

Ce lo spieghino le autorità sanitarie, oppure sono all’oscuro di quanto accade, non vedono, non sentono e non parlano?

L’attimo è tragico, la Calabria non è supportata a livello sanitario, manca di tutto, dovrebbe restargli il buon senso di non sfaldare quel poco che ha, altrimenti la caduta è totale.

Non si venga a blaterare che non ci sono i mezzi e il personale, per far mantenere la distanza tra un soggetto e l’altro; non ci vuole né l’esercito, né i carri armati.

Dov’è finito il buon senso dell’essere civile? probabilmente cancellato dalla paura.

Non ci sono motivi validi per giustificare la corsa disperata al vaccino, al di fuori da ogni tipo di ottica civile e di saper vivere.

Continuando di questo passo, inosservanti di tutto, dalla pandemia non ne usciremo tanto facilmente, portandoci dietro solo sofferenza e divieti, decreti e misure lasciate nel vento del nulla.