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Palmira Fazio Scalise, la musa poetica della Sila

3 min di lettura
Palmira Fazio Scalise poesia

Educatrice e poetessa classicista, cantò le bellezze della sua natia Castagna e di Pozzuoli con uno stile vagamente dannunziano.

Palmira Fazio Scalisenacque il 20 marzo 1894 a Castagna, frazione di Carlopoli (CZ). Diplomata maestra giovanissima, insegnò in diverse scuole (Castagna, Cicale, Carlopoli, Panettieri e infine Quarto) per oltre 43 anni, prima di morire, centenaria, a Quarto (NA) il 18 maggio 1984.

Dalla natia Castagna a Pozzuoli

Dal 1957, Palmira Fazio Scalise si stabilì con la famiglia a Pozzuoli, poiché innamorata della storia e dalla bellezza del luogo, da cui trasse ispirazione per molte sue opere. Nella sua veste di insegnante di scuola primaria si contraddistinse per il suo metodo pedagogico, moderno per gli inizi del XX secolo. La Fazio Scalise, infatti, concepì l’insegnamento non come un mero mestiere, ma come una vera e propria missione pedagogica, privilegiando un approccio metodologico basato sulla fiducia con i suoi giovani alunni e le loro famiglie, e concependo nella disciplina la sostituzione della coercizione violenta (vale a dire, l’uso della bacchetta) con il dialogo e l’esempio morale che la figura dell’insegnante doveva incarnare e porsi come esempio alle giovani menti. Sul concetto di cultura ebbe sempre le idee ben chiare, tanto che soleva dire: La cultura, il sapere, sotto qualsiasi aspetto si presentino, devono essere dati gratuitamente.

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Da poetessa, i suoi versi si nutrirono fin dalla prima adolescenza dalle suggestioni ed emozioni che le trasmettevano gli affetti familiari, Castagna e la Sila e il legame profondo con la sua comunità attraverso l’insegnamento, il tutto avente per modello di stile e di ispirazione i grandi della nostra letteratura quali Virgilio, Dante Alighieri, Alessandro Manzoni e Gabriele d’Annunzio – la poetessa conobbe personalmente il poeta abruzzese, che ne lesse la novella Il pittore del Sole ed ebbe come dono una foto con dedica. Conobbe sicuramente e apprezzò (ricambiata) l’opera poetica di tanti suoi corregionali quali Michele Pane, Felice Mastroianni, Vittorio Butera, Leopoldo De Fazio, Antonino Anile.

L’opera di Palmira Fazio Scalise

La sua opera più importante è il poema Il Monastero di Corazzo, ispirato ai ruderi del monastero sito in località Corazzo di Carlopoli, oggi valorizzati e visitabili, che col suo fascino di storia, leggende e fantasia, si fondono perfettamente e danno un affresco magico e efficace del profondo legame sentimentale che la Fazio Scalise mantenne per tutta la vita con la sua terra d’origine. La sua poesia, pertanto, si configura come poesia evocatrice di sentimenti di gratitudine per i suoi affetti e di attenzione alle piccole cose, il tutto però in una veste stilistica aulica ed evocativa. Anche nella sua nuova patria, Pozzuoli, la Fazio Scalise negli anni godette della stima e della gratitudine della intera comunità cittadina e delle sue istituzioni locali. La poetessa nata a Castagna è stata non solo autrice di poesie, ma anche di racconti, novelle e recensioni su giornali italiani ed esteri.

Ruderi Abbazia Corazzo (Carlopoli – CZ), oggi

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I riconoscimenti nazionali e internazionali

La sua opera è vastissima così come i vari riconoscimenti che ha collezionato nella sua lunga vita, come ad esempio un attestato di benemerenza con medaglia d’oro dal comune di Serrastretta, il ramo d’alloro dell’Accademia Neocastrum, la Croce al merito della cultura della rosa di Paestum, il Gioiello D’Annunziano, il Premio Internazionale di Lettere e Scienze di Villa Alessandra. È stata anche socia di diverse Accademie letterarie italiane. Il nome della Fazio Scalise è menzionato in molte miscellanee poetiche del 900′. Risale al luglio 2018 la volontà della amministrazione comunale di Pozzuoli di intitolare alla Fazio Scalise una via cittadina.

M. S.

 

 

 

 

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