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Panedigrano: i brogli elettorali ed i rischi per Lamezia

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Nicolino Panedigrano

Nicolino Panedigrano

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Nell’annullare mesi fa i risultati delle scorse elezioni comunali di Lamezia per brogli accertati in 4 seggi, il TAR ha rimesso gli atti alla Procura della Repubblica lametina, ipotizzando che quella tornata elettorale sia stata viziata anche dall’uso della cosiddetta scheda ballerina

Comunicato Stampa

Un mezzo questo (sottrarre una scheda regolarmente firmata e timbrata, votarla, consegnarla ad un elettore, imporgli di infilare questa già votata nell’urna e all’uscita farsi consegnare la scheda bianca per poter proseguire il giro in tutte o in molti seggi elettorali), che richiede una così grande organizzazione, una tale possente forza intimidatrice e un così pieno controllo del territorio, che solo le mafie possono permettersi.

In questi giorni, poi, sono state pubblicate le trascrizioni di alcune intercettazioni usate nell’indagine “Basso profilo” avviata da Gratteri a carico, tra gli altri, dell’assessore regionale al Bilancio, il lametino Talarico. Vi sono riportate le affermazioni di un suo interlocutore che affermava con nettezza di aver visto durante i lavori della Commissione elettorale in Tribunale compiere altri brogli consistiti, a suo dire, nella manomissione di alcuni verbali di scrutinio.

Ed allora ha ragione Silvio Zizza. È davvero incomprensibile come quasi tutto lo schieramento politico lametino (e ahimè tutti i partiti e i movimenti politici dell’area progressista, presenti o meno nel consiglio comunale sospeso, compresi i 5 Stelle), invece di sbracciarsi a chiedere che la Procura accerti più in fretta possibile cosa sia realmente accaduto, si sia attardato a invocare leggi, decreti ed emendamenti per far votare subito nei 4 seggi elettorali indicati dal TAR. Il tutto, peraltro, in modo sterile, perché, pur volendo, tra tempi di approvazione, termini di indizione delle elezioni e vacanze agostane, comunque si sarebbe arrivati a Settembre inoltrato.

Forse ancora qualcuno di questi alti dirigenti politici non ha compreso che, dopo tre scioglimenti per mafia delle nostre amministrazioni comunali, Lamezia è tenuta costantemente sotto tiro.

A differenza di Catanzaro, dove non sembra muoversi foglia, nonostante stiano emergendo gravi inquinamenti del voto comunale e intrecci con la criminalità organizzata emersi perfino nella stessa indagine a carico di Talarico, Lamezia ha tutto l’interesse ad un rapido accertamento dei fatti per non rischiare di nuovo un altro invio della Commissione di accesso e l’ennesimo scioglimento per infiltrazioni mafiose.

Nicolino Panedigrano

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