Panedigrano e le lacrime di coccodrillo

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Lamezia ha un triste primato. La più alta densità di coccodrilli che piangono le loro vittime. E che pretendono pure di preoccuparsi del loro destino.

Panedigrano lacrime di coccodrillo
Nicolino Panedigrano

Il parlamentare Galati, che da più di vent’anni siede indisturbato alla Camera, era già una giovane promessa della DC lametina durante il primo scioglimento per mafia nel 1991 del consiglio comunale da parte del Ministro Scotto, anch’egli democristiano. Da parlamentare berlusconiano fu il dominus o almeno un factotum dell’allegra brigata dell’amministrazione Scaramuzzino, sciolta nel 2002 governo Berlusconi.
E’ stato l’ispiratore indiscusso dell’amministrazione Mascaro, ora rimossa in anticipo dal Prefetto Latella per “motivi di urgente necessità”. Ne ha condiviso liste, programmi, assessori e scelte amministrative.
Ogni volta che il suo ex Sindaco nominava qualcuno di sua fiducia è intervenuto per metter cappello (Ionà, Guadagnuolo, ecc.). Fino all’ultimo ne ha tessuto le lodi.
Ed ora si preoccupa che il nuovo, e terzo, scioglimento di quel consiglio comunale che si può considerare una sua creatura possa pregiudicare i previsti investimenti regionali della “nuova aerostazione dello scalo internazionale di Lamezia Terme”, “del Centro Protesi Inail” e “dei fondi comunitari”.
Gli fa da controcanto (e poteva mancare?) Salvatore De Biase. Con la messe di voti che si porta in giro da un partito all’altro fu consigliere socialista nell’amministrazione del 1991 con la quale fu sciolto da Assessore alle Finanze, ha poi fortemente contribuito all’elezione dell’amministrazione Scaramuzzino e da ultimo è stato eletto consigliere della lista di Galati nell’amministrazione Mascaro con la quale è stato sciolto da Presidente del Consiglio Comunale.
Ora ci fa sapere che è preoccupato che Lamezia perda le sue prerogative, che come una bella addormentata non conti più niente nelle decisioni regionali e si ripropone come classe dirigente del futuro per prepararsi ad una “nuova stagione e a riannodare un rapporto responsabile e di fiducia con la città”.
Di questa specie di coccodrilli ce ne sono ancora così tanti altri tra assessori, consiglieri comunali, ex rappresentanti istituzionali trombati, ispiratori e segretari di liste e partitelli, che sarebbe troppo lungo elencarli ad uno ad uno.
Ogni comunità ha solo la classe dirigente che si merita. C’è da capire allora quando i cittadini di Lamezia impareranno a crescere, a non compiacersi del vittimismo contro fantomatici complotti e a dire che ora basta, che la misura è colma e che certi coccodrilli è il momento di licenziarli per sempre, magari approfittando dalle prossime elezioni parlamentari.
Lamezia ha certo bisogno di uno scatto civico che affianchi, supporti e controlli la prossima Commissione Straordinaria su temi come la sanità, la SACAL, la Multiservizi, l’area industriale, gli investimenti.
Ma ha soprattutto bisogno di tenere alla larga gli appetiti di quanti finora sono stati gli officianti o i loro fidi chierici, che l’hanno spinta nel baratro in cui è nuovamente rovinata.

Nicolino Panedigrano

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