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“Parole come Pesci”. Educare alla non violenza partendo dal linguaggio

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“Parole come Pesci”. Educare alla non violenza partendo dal linguaggio

L’Associazione Senza Nodi prosegue nella sua battaglia contro ogni forma di violenza: si parte da quella delle parole per stare accanto a chi subisce e a chi deve crescere. “Parole come Pesci”, un evento che nei giorni scorsi ha suscitato grande sorpresa ed interesse

Senza Nodi ospite dell’associazione dell’Antico Mulino delle Fate a Lamezia Terme, ha patrocinato un evento dalle peculiarità socio culturali rilevanti. Il tutto con la collaborazione di Fabio Aiello e Anna Filardo, i coniugi che sono proprietari della struttura e che ne curano l’essenza.

Il luogo è stato scelto non a caso, ma per la sua storia e per la sua leggenda legata alla fata Gelsomina, perché fosse cornice di un primo passo verso la cultura e la socialità, riconosciute anche come forza per la lotta alla violenza.

Pertanto, Senza Nodi, nell’ambito della sua iniziativa 2021 Senza Nodi – Senza Violenza, dando vita a un evento unico nel suo genere in Calabria, ha presentato “Parole come Pesci”, una fiaba della scrittrice Sina Mazzei. Un momento per parlare di ogni tipo di violenza, creando l’occasione per dire “no”, per essere ascoltati e non cadere nel marasma delle tante iniziative.

Arrivare a più persone possibili, raggiungere le categorie che non parlano di solito di certe tematiche spontaneamente, essere presenti nei luoghi più disparati, ma dove c’è bisogno di affrontare problematiche come quelle della violenza, educare sin da piccoli con mezzi che arrivano a bambini e adolescenti, questo è l’obiettivo che ha animato le nostre iniziative contro la violenza, attuate nel 2021 – spiega Nadia Donato Presidente dell’associazione Senza Nodi, che prosegue sottolineando che: Con “Parole come Pesci” ci siamo indirizzati ai ragazzini e alla loro educazione. Un progetto ambizioso è vero, ma d’altra parte tutto ciò che fa Senza Nodi è sempre un percorso in salita, perché occuparsi degli ultimi e dei loro problemi è veramente difficile. Noi lo facciamo grazie a volontarie che dedicano ogni giorno dedicano del loro tempo agli altri con determinazione. Per questo –  conclude Nadia Donato – continuiamolo ciò che stiamo facendo da anni e fino a quando ci sarà qualcuno che crede in noi, proseguiremo”.

Quindi, con una breve presentazione, ma con un messaggio concreto e diretto, l’autrice della Fiaba, Sina Mazzei, la psicologa di Senza Nodi, Martina Perazzone e la responsabile infanzia e giovani di Senza Nodi, Ilaria Scalise, hanno spiegato il perché di questa scelta dell’associazione Senza Nodi si è indirizzata ad una fiaba. La psicologa ha spiegato che: “Questo evento è stato dedicato alla comunicazione per la consapevolezza di come la violenza sia spesso presente in molte situazioni della quotidianità di ciascuno di noi. L’ autore a cui ci siamo ispirate, sia per scrivere la fiaba sia per la sua interpretazione psicologica, è Marshall Rosenberg, il quale ha ideato la comunicazione non violenta (CNV). Egli individua due tipologie di linguaggio: il linguaggio sciacallo, ovvero quello violento, prevaricatore e autocentrato, ed il linguaggio giraffa, ovvero quello che ci permette di risolvere i conflitti in maniera non violenta. Comunicare in maniera non violenta può portare numerosi vantaggi, sia a livello di soddisfazione comunicativa che a livello emotivo; inoltre può essere strumento di tutela per tutte quelle volte in cui ci troviamo immersi in una comunicazione violenta, dannosa o pericolosa, perché saper riconoscere e dare un nome a ciò che accade all’ esterno (e dentro di noi) ci consente di affrontare e gestire qualsiasi situazione”.

Erano presenti anche i partner dell’iniziativa che sono intervenuti con forza, chiedendo che, oltre alla scuola chiamata in causa anche dalla Fiaba, la politica e le amministrazioni si adoperino perché ci siano strumenti e strutture per poter dire no alla violenza non solo per educare, ma anche per proteggere le vittime.

Pertanto, con esperienza sono intervenute l’associazione Nazionale Donne Medico, che da anni ormai è in prima linea, con Raffaella Renne, presidente della sezione di Lamezia Terme, Renata Tropea, responsabile del primo pronto soccorso rosa della Calabria, che è a Lamezia Terme, e con Caterina Ermio, già presidente nazionale dell’AIDM e in questa occasione ha  rappresentato anche la Commissione Pari Opportunità della provincia di Catanzaro. Di seguito ha preso la parola il CDA Calabria odv, con la sua presidente, l’avvocata Graziella Catozza, che ha chiesto alle istituzioni di agire con celerità per essere di supporto a chi già lavora sul territorio.

Molto importante il contributo della professoressa Daniela Quattrone, dirigente dell’istituto comprensivo Saverio Gatti, uno dei più grandi della provincia e che interessa tre comuni, che ha sottolineato la necessità che certe tematiche vengano affrontate anche a scuola con garbo ed esperienza.

“Parole come Pesci”. Educare alla non violenza partendo dal linguaggio

Ha chiuso la serie degli interventi mirati alla costruzione di un progetto concreto sul territorio, una donna che da sempre è a fianco delle donne, la magistrato di Corte D’Appello di Catanzaro, Gabriella Reillo.

A conclusione della giornata si sono aggiunti con entusiasmo, accogliendo anche l’input che è partito da questa iniziativa, la sindaca di Pianopoli, Valentina Cuda, il presidente del Consiglio di Lamezia Terme, Giancarlo Nicotera, il vice sindaco, Antonello Bevilacqua e le assessore, Giorgia Gargano e Teresa Bambara.

L’evento è stata anche l’occasione per la consegna del primo libro della biblioteca che nascerà all’interno del Mulino e che sarà dedicata a don Vittorio Dattilo, sacerdote lametino molto vicino ai poveri.

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