Patto Sociale: la mafia non si combatte solo con i divieti

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il patto sociale

Con grande senso istituzionale ci eravamo astenuti sino ad ora dal giudicare e commentare pubblicamente l’operato dell’attuale Commissione Straordinaria.

il patto sociale - mafiaComunicato Stampa
Capiamo le difficoltà, ci rendiamo conto che non è affatto facile amministrare, ma davvero iniziamo a non comprendere tante cose.
I Commissari, vogliano o no, sono chiamati ad amministrare una Città ed una Comunità nel migliore dei modi, favorendo lo sviluppo sano dell’economia locale (specie in una Città come Lamezia Terme che fonda la sua ricchezza per la maggior parte sul commercio, sull’artigianato e sul settore privato), valorizzandone le professionalità e le peculiarità.
La mafia non si combatte solo con i divieti (pur importanti e giusti), ma la si sconfigge creando economia sana che funge da anticorpo e da antidoto all’economia del malaffare.
Non riusciamo, pertanto, a cogliere la contingente dichiarazione di fallimento delle professionalità comunali, con la relativa inusitata cessione di un ruolo chiave e fondamentale in settori strategici e basilari ad una Città che certamente (con le sue Amministrazioni) non si è distinta nel tempo per lungimiranza o per volontà di dialogo concreto, reale, fattivo e paritario con Lamezia Terme.
Gli investimenti o le progettualità non sono solo burocrazia o freddi e meccanici adempimenti, ma anche conoscenza vera e profonda del territorio, delle sue potenzialità e vocazioni, delle sue ricchezze e del suo potenziamento ad ogni livello.
Tutto ciò non può essere slegato da quella che si chiama, nel senso nobile del termine, “politica”; sì, politica nel senso alto e puro, quella che Don Luigi Sturzo tutelava e promuoveva, difendendo le autonomie locali ed il loro diritto a crescere in una visione di sviluppo sinergico, ma con il diritto vitale delle singole Comunità a vedere tutelata la propria crescita, liberandosi da condizionamenti esterni.
La mafia la si combatte davvero solo promuovendo le forze pulite di una Comunità e di una Città e questo ad ogni livello, sia esso sportivo, culturale, aggregativo, associativo, sociale ed economico.
La mafia muore solo dove cresce la Comunità sana che è vita, progresso ed unità d’intenti, allontanando e scacciando le cellule malate, ma favorendo gli anticorpi che una collettività possiede ed ha all’interno del suo corpo.
“Non esistono liberatori, ma uomini che si liberano” e questo potrà avvenire solo se la Commissione straordinaria davvero capirà che quella lametina è una Comunità stupenda ed integra, che vuole combattere, assieme alla Magistratura ed alle forze dell’ordine (encomiabili per gli sforzi e le energie sin qui profusi in ogni istante) ed a tutti gli uomini e donne di buona volontà, il cancro mafioso.
I Commissari escano dai loro uffici, vivano la Città, ne colgano le bellezze e la forza vera che non è solo quella delle carte, ma è fatta dal sudore che commercianti, sportivi, imprenditori, professionisti e donne e uomini di tutte le età, in ogni dove ed ogni giorno, profondono e versano per fare crescere Lamezia Terme.
Altrimenti davvero ogni sforzo sarà inutile e vano perché “solo se staremo e cresceremo tutti assieme, potremo farcela”.

Patto Sociale

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