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PD Lamezia: nessun NO alla terza discarica se si attua piano collettivo e comunitario

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L’ordinanza Santelli sulla gestione dei rifiuti urbani, che prevede l’utilizzo della parte residua della 2° vasca di località Stretto per 55.000 mc, della 1° vasca di 150.000 mc e la costruzione di una terza vasca per 600.000 mc, crea preoccupazione tra la popolazione, anche in considerazione del fatto che il nostro territorio ha, negli anni, già contribuito in tal senso, non solo con lo smaltimento dei rifiuti all’interno delle vasche esistenti oltre che con quella localizzata nel fiume Bagni, ancora da bonificare, ma  anche per l’alta concentrazione di aziende che operano in questo settore

Comunicato Stampa

La delicatezza della questione impone di essere affrontata con il massimo realismo e fuori da ogni ipotesi demagogica. Nell’ordinanza della Regione viene evidenziato l’obiettivo, condivisibile, del raggiungimento di discarica zero, condizione prevista proprio tra gli obiettivi che hanno portato alla redazione del vigente Piano regionale e che la stessa Santelli afferma di voler modificare. La discarica zero, obiettivo condivisibile e fortemente orientato alle disposizioni europee, è un obiettivo ambizioso ma difficilmente raggiungibile in termini 100%, se pensiamo che anche una raccolta spinta al massimo in termini di differenziazione, produrrà un residuo non utilizzabile che andrà in ogni caso smaltito.

Solo ideando una modificazione totale dei cicli produttivi si potrà immaginare, infatti, una riduzione completa dei rifiuti. In quest’ottica, il compito degli Enti Locali rimane quello di continuare a spingere e stimolare la raccolta differenziata e a diffondere una cultura di rispetto per l’ambiente per circonda e di preservazione della natura.

In quest’ottica la nostra Città può diventare un esempio per l’intera Regione!

Il problema resta, però, da affrontare in modo serio e sistematico e lo smaltimento non può più essere trattato con misure al bisogno e con ordinanze contingibili e urgenti che rispondono sempre e solo ad una logica di emergenza senza mai porsi in termini di programmazione e di futuro, spesso a scapito proprio dei territorio, destinatari inconsapevoli di scelte fatte dall’alto.

In questo quadro generale non possiamo non comprendere la necessità di utilizzare la parte residua delle due discariche esistenti, anche in concomitanza dell’arrivo della stagione estiva, che importa un aumento della produzione dei rifiuti, ma chiediamo che ciò avvenga nel massimo della sicurezza sotto controllo pubblico e che venga depositato in discarica solo il rifiuto trattato di provenienza dal nostro territorio.

Nessun NO a priori anche sulla terza discarica, ma il ragionamento deve essere collettivo e comunitario!

Una discarica di 600.000 mc sarebbe appetibile, come avvenuto in passato, per l’intera regione, pertanto, facciamo che le altre province si dotino delle loro discariche per far fronte allo smaltimento dei propri rifiuti e poi, valuteremo, nel caso ce ne fosse il bisogno, di realizzare la terza vasca.

Ci si deve quindi confrontare con i livelli regionali più alti perché le conseguenze sul nostro territorio sarebbero importanti e di lunga durata. E’ venuto infatti il momento di pianificare e di mettere in campo ragionamenti in termini di lunga durata, per evitare di ricadere nelle solite e controproducenti emergenze.

Ciò premesso, resta fermo che l’ipotesi della terza vasca non può certo avvenire al di fuori del nuovo Piano regionale dei rifiuti, perché se così fosse, la visione della Regione è già tracciata e non ci sarebbe, a ben vedere, nessun vero intento di cambiamento e rinnovamento, come invece proclamato a chiare lettere dal Governatore della Calabria. A nostro avviso il Piano regionale dei rifiuti dovrà tenere conto in modo serio del nuovo e complesso scenario economico e che porterà certamente alla riduzione della produzione dei rifiuti, fenomeno già in atto da un decennio per diverse ragioni, e dovrà soprattutto raccontarci con chiarezza qual è l’idea che della nuova amministrazione regionale sul ruolo dei privati in questo settore. Il Pd di Lamezia chiede un salto di qualità e di sapere quale prospettiva ha il governo regionale in merito a tale, delicato argomento, sollecitando al contempo il proprio gruppo regionale, di giocare un ruolo da protagonista in queste scelte e di coinvolgere il territorio, sul quale si gioca una partita importante.