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Piccioni su “Inter Nos”: solo il voto libero può ridare credibilità alla Calabria

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Dopo l’ennesima inchiesta che mette ancora una volta a nudo gli intrecci perversi tra pezzi di politica, pubblica amministrazione e criminalità organizzata nella nostra regione, il rischio come sempre è quello di “stracciarsi le vesti” per sole 24 ore, far finta di scandalizzarci di fronte a un sistema costruito e alimentato negli anni, che può essere scardinato solo a cominciare da una piena assunzione di responsabilità di tutti i cittadini calabresi

Comunicato Stampa

Fermo restando la piena fiducia nella magistratura e senza entrare nel merito dei procedimenti giudiziari dei singoli che avranno il loro corso, il punto dirimente è un sistema “malato” alle radici, che va a toccare, come nell’inchiesta “Inter Nos” della DDA di Reggio Calabria, un settore cruciale quale quello della sanità e della tutela della salute dei cittadini.

Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo toccato con mano cosa significhi un sistema sanitario depotenziato e in perenne stato di asfissia come quello calabrese, di fronte a un’emergenza sanitaria: ne abbiamo pagato le conseguenze, purtroppo qualcuno ha pagato anche con la vita.

Il fatto che su una realtà come quella sanitaria pezzi di politica e la criminalità organizzata si siano messi a tavolino per lucrare interessi e favori reciproci, in maniera spudorata, è qualcosa di assurdo e inumano in una regione con i livelli di prestazioni sanitarie più basse d’Italia. Eppure è la realtà con cui non solo magistrati e forze dell’ordine, ma tutti noi, ogni singolo cittadino calabrese, siamo chiamati a fare i conti.

Inquietanti sono altri particolari emersi dall’inchiesta come quelli, stando alle intercettazioni riportate da organi di stampa, per cui in Calabria è “drammaticamente” possibile entrare in consiglio regionale senza un minimo percorso alle spalle, ma con “pacchetti di voti” raccolti con i soliti metodi per poi essere poi in consiglio “pedine” di interessi e poteri, che stanno fuori dal consiglio regionale e fuori dall’alveo della legalità.

Ma ci rendiamo conto a cosa si è ridotta la massima assise democratica di questa regione? Ma ci rendiamo conto in che modo, purtroppo con il nostro stesso voto, stiamo costruendo la classe politica e dirigente che dovrebbe rappresentare i diritti dei cittadini calabresi?

Per questo è oggi più che mai urgente fare appello al voto libero dei cittadini calabresi di qualsiasi partito e di qualsiasi orientamento politico.

Basta con i meccanismi del ricatto, della corruzione e del voto clientelare! Basta con quei meccanismi che, seppur nell’alveo della legalità, incatenano cittadini ai candidati sulla base di logiche del bisogno e del lavoro.

Solo il voto consapevole e libero dei cittadini calabresi, slegato dalle logiche del malaffare e di qualsiasi forma di condizionamento, può dare a questa regione una classe politica credibile e qualificata.

Vicende come quelle venute fuori dall’inchiesta di ieri e da tutte le vicende a cui drammaticamente ci stiamo abituando, ci fanno capire che ciò di cui ha bisogno urgente la Calabria in questo momento non è l’ indignazione di un giorno, ma la consapevolezza di essere cittadini.

E per i cittadini liberi non esistono scambi, promesse, “regalie” elettorali; esistono i diritti che, come tali, devono essere garantiti a tutti.

Rosario Piccioni
(Lamezia Bene Comune)

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