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Politica. Aumenterà vitalizio di 144 ex consiglieri regionali calabresi

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Cuda (pd): sul vitalizio degli ex consiglieri ci sarà un aumento complessivo annuo di 102.000 euro

CATANZARO. Il vitalizio dove lo metto? Magari lo aumento. Questo è quanto devono aver pensato i 144 ex consiglieri regionali calabresi che, grazie a una legge del 1996, si sono ritrovati innanzi all’aumento del proprio vitalizio.

A segnalare la notizia, che altrimenti sarebbe passata in sordina, è stato il segretario provinciale del pd di Catanzaro, Gianluca Cuda. L’esponente dem ha infatti inforcato la lancia contro quest’aumento del vitalizio.

“Mi riferisco ai 102.000 euro di aumento annui che, grazie ad una leggina regionale ad hoc del 1996, i  144 ex consiglieri regionali calabresi  incasseranno per adeguare  il loro vitalizio. La mia è naturalmente un’ironia amara se si considera che le cifre intascate mensilmente da loro  variano da un minimo di 2000 ad oltre, per alcuni,  8000 euro mensili”, ha sottolineato Cuda.

Il segretario provinciale del pd riconosce che si tratta del classico aumento mensile, determinato dal contestuale innalzamento del costo della vita, tuttavia “è un aumento che riguarda e coinvolge esclusivamente quella che è ritenuta la casta del privilegio politico regionale e non la stragrande maggioranza dei pensionati calabresi che, al contrario , sono costretti per la maggior parte a vivere una vita da fame di poche centinaia di euro mensili, dopo un’esistenza passata a lavorare. Lavoro vero e non per sentito dire. Questi i fatti che non hanno bisogno di ulteriori commenti”.

Come tentare di risolvere la questione? Ebbene, Cuda non ha una ricetta, ma si dichiara pronto a coinvolgere “da subito i circoli del partito democratico della mia provincia e, se d’accordo, chiederemo un incontro con i componenti istituzionali del mio partito, a partire dai  capogruppo del Pd e delle liste collegate in consiglio regionale  Sebi Romeo e Giudiceandrea, affinché con procedura d’urgenza il consiglio regionale abolisca, cassi, cancelli questa leggina. Se c’è un insegnamento che le elezioni del 4 di marzo hanno dato a tutti è questo: la politica torni ad essere servizio, bene pubblico,  la smetta, e lo faccia sul serio, di vivere di privilegi e prebende intollerabili sulle spalle della gente comune”.

Redazione