Politici: divi e divini…

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Beh, le abbiamo sentite tutte, direi! Matteo Renzi si è paragonato a parecchi, persino a Michelangelo

Un’esplosione di egolatria, potremmo dire. Preparatevi.

Ha esordito inizialmente, almeno credo, con il Farinata di Dante Alighieri: «Come Farinata, combatto a viso aperto», poi ha continuato con Niccolò Machiavelli: «Perché ci esorta a procedere in modo temperato ma anche senza “si fare paura da sé stesso”», raggiungendo l’acme umano con Filippo Brunelleschi: «Perché ardisce a cose che mai furono tentate».

Infine si è antropomorfizzato con la natura come faceva Giove: «Io sono torrente, loro palude».

Dio, il nostro Dio cristiano, l’ha forse sfiorato, ma non ho sufficienti prove al riguardo: quindi, mi taccio! Su Silvio Berlusconi, invece, c’è un’ampia letteratura, alimentata da lui, del resto, buon affabulatore nonché editore, si sa!

Il Cavaliere dice di lui, infatti, parole eterne da Verbo giovanneo, quasi: «Io ho una cultura sui processi politici: si parte da Socrate, poi qualcuno mi dice di non dirlo, ma anche Gesù ha avuto un processo politico. Poi ci sono i processi staliniani e poi quelli su Berlusconi, quando sarò meno giovane scriverò un libro che vi prego far leggere ai vostri figli».

Mah, mi va di aggiungere! Che nella storia si siano avvicendati Divi e divini lo sappiamo un po’ tutti: da Silla a Cesare fino agli imperatori del Principato, solo per citare la panoramica di Roma antica. Persino nel mondo contemporaneo la Lupa Capitolina vanta un homo novus nel novero olimpico: il divo Giulio, il nostro Andreotti, chi non se lo ricorda!?

Come dimenticare, a questo punto, anche il buon Cicerone, sì proprio l’oratore, lesto a delineare nel Somniun Scipionis l’idea di una sorte generosa nell’al di là per quanti si fossero ben adoperati nella gestione della cosa pubblica: anche per lui, praticamente, sottointeso, pur non avendolo detto esplicitamente!

Meno male che questo filone non ha avuto seguito o saremmo andati alla malora!

Comunque, togliamoci dalla testa la considerazione di essere dei padreterni, per non essere risibili: lo insegnava il filosofo saggio della corte di Nerone, semplicemente Seneca! Il resto, infatti, è barzelletta: lo sa il popolo italiano di tutti gli elenchi delle Pagine bianche e non solo.  E rimanendo in tema, ne lascio una, che la dice lunga, direi! Roba da web: anzi, la rubo dal web!

Renzi si reca dal parroco della sua parrocchia per confessarsi, ma il prete gli dice: “Ascolta figliolo, mi pare che il tuo caso richieda una competenza superiore. Credo sia meglio che tu vada dal Vescovo”. Così Renzi si presenta dal Vescovo chiedendogli la confessione. “Certo figliolo, come ti chiami?”. “Renzi”. “Renzi l’ex presidente del Consiglio? No caro mio, non ti posso confessare perché il tuo è un caso difficile, è meglio che tu vada in Vaticano”. Renzi allora va dal Papa ed esordisce:
“Sua Santità, voglio confessarmi”. “Caro figlio mio, come ti chiami?”. “Renzi”.

“Ahi, ahi, ahi, figliolo, il tuo caso è molto difficile anche per me, però qui sul lato del Vaticano c’è una piccola cappella. Al suo interno troverai una croce…il Signore ti potrà ascoltare”. Renzi giunge nella cappella e si rivolge alla croce: “Signore, voglio confessarmi”. “Certo figlio mio, come ti chiami?”. “Renzi”.

“Ma chi? L’ex Presidente del Consiglio in Italia? Quello del giglio magico e dell’inchiesta miliardaria su CONSIP? Quello che ha tolto l’articolo 18 e ha aumentato il lavoro precario? Quello che ha nominato la Boschi ministro e poi ha salvato la banca di famiglia rovinando migliaia di cittadini? Quello che ha fatto incrementare l’immigrazione clandestina senza integrare i veri rifugiati, dando alle cooperative oltre 1miliardo di Euro? Quello che ha fatto aumentare il debito pubblico?

Quello che si è fatto la legge elettorale su misura e adesso che ha perso consensi non gli va più bene? Quello che doveva lasciare se perdeva il referendum ma è ancora in politica? Quello della riforma “Buona scuola” che ha gettato l’istruzione nel caos? E l’aumento delle tasse? Il canone TV in bolletta? La manutenzione caldaia, “bollino” da 8,00 € a 20,00 di quest’anno? E le bollette del telefono ogni 28 giorni, cioè 13 bollette all’anno?!?”. “Ehm… sì sono proprio io, Signore…”. “Figlio mio, non hai bisogno di confessarti, tu devi solamente ringraziare!”. “Ringraziare? E chi Signore?”. “I Romani, per avermi inchiodato qui! Altrimenti scendevo e ti facevo un mazzo così!”.

Quando è il caso di concludere: SPQR, eh già, alla latina, Senatus Populusque Renzianus, per averlo preservato!

Un altro Barabba?

Prof. Francesco Polopoli

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