Il post-ferragosto: qualche pittore bevitore, mah!

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Il post-ferragosto: qualche pittore bevitore, mah!
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Il greco come Santo Bevitore? Un luogo di culto senza pubblicità occulta

Spero che tutto liscio sia filato senza i problemi di post-sbornia dei nostri amici del V sec. a Cr. Nunc est bibendum, sì, ma senza buttare l’anima! Comprensibile la frescura da burrasca ferragostana tale da conciliare un cicchetto in più: cum grano salis, però!

Pittore della Dokimasia. Ceramografo attico, attivo entro i primi decennî del V sec. a. C. Appartiene alla scuola del Pittore di Brygos ed appare intimamente legato alle forme e allo spirito del maestro.

La fisionomia del Pittore della Dokimasia, dalle circa trenta opere attribuite a lui da J. D. Beazley ci appare abbastanza precisa in confronto con altre personalità del gruppo, quali il Pittore di Briseide, il Pittore della Fonderia, il Pittore della Gigantomachia.

Il nome che distingue il pittore è dovuto alla coppa n. 2296 di Berlino, che è come una gioiosa, cerimoniale evocazione di brillanti giovani in pètasos e di cavalli scalpitanti, pronti a esser passati in rivista per la annuale cerimonia della iscrizione nella lista dei cittadini maggiorenni.

Altri aspetti significativi del pittore, in cui il temperamento vulcanico, convulso del Pittore di Brygos si riflette in forme terse e pacate, possono vedersi in certi momenti quasi d’idillio, con pastori, armenti e asini pascolanti, colti con freschezza e con sereno spirito contemplativo (v. coppe di Bologna 366 e Adria B 553, B 425 e B 97). Non direi, però, guardando il manufatto della sbronza (Figura 1)!

Pittore di Brygos. È il nome convenzionale assegnato ad un ceramografo attico attivo ad Atene tra il 490 e il 470 a.C. Fu allievo di Onesimo e come quest’ultimo principalmente decoratore di coppe. Sono circa 200 i lavori attribuitigli (benché non tutti con certezza) e comprendono skyphoi, kantharoi, rhyta, lekythoi, solitamente a figure rosse, oltre ad alcuni vasi decorati a fondo bianco.

Nessun vaso ci è giunto con la sua firma: il nome deriva dalla firma del ceramista Brygos presente su cinque delle coppe da lui dipinte e che alcuni studiosi ritengono poter essere la stessa persona.

Dipinse scene di Baccanti con caratteristiche figure femminili, di simposio (Figura 2), di palestra, di battaglie prediligendo quei soggetti che potessero fornire pretesto alla rappresentazione di scene animate e in movimento, soprattutto nel primo periodo della sua attività; in minor numero appaiono scene di carattere opposto e quieto: ne è un esempio l’anfora nolana conservata a Boston raffigurante un suonatore di lira e il suo ascoltatore.

Pittore di Dokimasia
Pittore di Dokimasia

Figura 1: Pittore di Dokimasia, Simposiante che vomita, Attica 490 ac ca., da Capua.

Pittore di Brygos
Pittore di Brygos

Figura 2: Pittore di Brygos, la Coppa di Würzburg, Würzburg, Martin von Wagner Museum 479.

Prof. Francesco Polopoli

 

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