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Precari Sacal, Confintesa: “L’accordo è un ricatto che mortifica i lavoratori”

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LAMEZIA. Riceviamo e pubblichiamo: “Quello elaborato da Sacal, con la connivenza di Cgil e Cisl, e sottoscritto dai lavoratori stagionali che operano da anni nello scalo aeroportuale di Lamezia Terme, più che un accordo è un ricatto bello e buono, la mortificazione della dignità umana.

Facendo leva sul bisogno di lavorare dei precari, infatti, gli operai si sono sentiti costretti, con la minaccia di non essere più chiamati a lavorare, ad accettare un accordo che prevede la ‘rinuncia espressamente ed in via generale, ad ogni diritto derivante o dipendente anche in via mediata, dai diversi rapporti di lavoro temporaneo intercorsi con Sacal GH S.p.A e/o Sacal Spa, quantunque non esplicitato o fatto valere prima d’ora, anche con riferimento ai diritti sia di natura risarcitoria ex artt. 2043, 2059, 2087 e 2116, secondo comma, del Codice Civile, nonché ai diritti di natura economica anche ex articolo 2103 c.c.

Tra questi, a titolo esemplificativo e non esaustivo, si indicano quelli aventi ad oggetto l’inquadramento, la qualifica, le mansioni svolte, il trattamento normativo e contrattuale, le retribuzioni ordinarie e straordinarie, le differenze retributive anche se connessa ad un diverso e superiore inquadramento, il trattamento di fine rapporto, le contribuzioni a forme previdenziali o assistenziali integrative e la determinazione della base retributiva per il computo di qualunque istituto, la natura e la tipologia dei contratti di lavoro stipulati in passato. Ciò per richiedere ricostruzione di carriera e riconoscimento giudiziale di rapporti di lavoro a tempo indeterminato, con rinuncia a tutte le eventuali azioni promosse nei confronti della società Sacal GH S.p.A. ovvero Sacal Spa, in cambio dell’inserimento in una graduatoria di lavoratori stagionali, graduatoria tra l’altro già esistente di cui i precari fanno parte e pubblicata sul sito ufficiale della società, di cui l’azienda ha deciso da un giorno all’altro di non tenerne più conto e con le solite promesse di future assunzioni legate a ipotetici pensionamenti.

Un accordo, tra l’altro, che esclude inspiegabilmente 5 lavoratori. È per azioni scellerate come queste che i lavoratori continuano a perdere fiducia nel sindacato ma, per fortuna, in molti iniziano a comprendere le sostanziali differenze tra diverse organizzazioni, tra chi svende continuamente i lavoratori per qualche piccolo favore di natura personale da parte datoriale e chi invece è pronto veramente a tutelare gli interessi collettivi. Continueremo a sostenere i lavoratori e se dovessero decidere di denunciare quanto accaduto, siamo pronti a portare la vicenda nelle opportune sedi”.

Mimmo Gianturco, segretario generale territoriale Confintesa Catanzaro-Lamezia