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Primavera della Calabria: stop lavoro nei campi nelle ore più calde

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“La politica si assuma la responsabilità e il dovere morale di tutelare la vita umana e di garantire un lavoro legale e dignitoso”

Comunicato stampa

Sulla situazione dei braccianti agricoli e dei lavoratori stagionali che lavorano nelle nostre campagne non c’è da aspettare un giorno in più. La morte di Camara Fantamadi, stremato dal caldo cocente nelle campagne del Salento a soli 27 anni, è straziante e ci mette di fronte a un dovere morale: non chiudere gli occhi, agire ora perché tragedie inumane simili non si ripetano.

Anche nelle nostre campagne calabresi, dove tante donne e tanti uomini in questo periodo lavorano solo per pochi mesi per fronteggiare la miseria e la disperazione, sappiamo che nei prossimi giorni e nelle prossime settimane il caldo torrido non risparmierà.

Dalla piana di Sibari alla piana di Gioia Tauro, alle tante aziende agricole su tutto il territorio regionale, tanti e troppi invisibili come Camara saranno costretti a sopportare il caldo infernale per pochi euro l’ora o per pochi euro per ogni cassetta riempita.

Chiediamo al presidente Spirlì di adottare un provvedimento simile a quello introdotto pochi giorni fa dal presidente della Regione Puglia Emiliano: stop anche in Calabria al lavoro tra le ore 12 e le ore 16 nei mesi di luglio e agosto sull’intero territorio regionale nelle aree o zone interessate dallo svolgimento di lavoro nel settore agricolo, nelle giornate classificate a rischio alto.

Le nostre condizioni climatiche non sono diverse da quelle della Puglia.

Preveniamo ora tragedie che non vogliamo più piangere o per le quali ipocritamente indignarci il giorno dopo. La politica si assuma la responsabilità e il dovere morale di tutelare la vita umana e di garantire un lavoro legale e dignitoso

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