Protesta lavoratori ex Lsu-Lpu, stazione blindata dalle forze dell’ordine

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Protesta lavoratori ex Lsu-Lpu, stazione blindata dalle forze dell'ordine

Stazione di Lamezia Terme blindata da forze di polizia, guardia di finanza, forze delle ferrovie dello stato

Questi reparti stanno presidiando l’ingresso della stazione ferroviaria di Lamezia Terme Centrale, permettendo l’ingresso solo ed esclusivamente ai viaggiatori.

All’esterno della stazione c’è una piccola rappresentanza di lavoratori Lsu-Lpu che hanno manifestato ieri alla quale presto si aggiungerà una parte corposa di manifestanti in arrivo da tutta la Calabria.

I binari ferroviari sono liberi, il presidio delle forze dell’ordine verrà mantenuto finchè non rientra la protesta dei lavoratori precari.

Angelo Sposato, segretario generale della CGIL Calabria, conferma che la protesta non demorde, sono in arrivo gli altri manifestanti, anche perchè ieri sera a Roma l’emendamento sui lavoratori precari calabresi è stato bocciato.

Attualmente non ci sono risorse per queste persone, questo è un elemento negativo che non fa desistere la protesta, incoraggiandola ulteriormente.

Oggi fa visita in Calabria il ministro per il Sud, Barbara Lezzi, i sindacati hanno chiesto un incontro al Prefetto di Catanzaro per porre al Ministro la vertenza degli Lsu-Lpu calabresi.

Gianvincenzo Petrassi, segretario nazionale Uil Temp dichiara che “le richieste per il Governo sono quelle presenti nella bozza di emendamento consegnate il 16 novembre al Prefetto di Catanzaro. Tale emendamento prevede il superamento dei blocchi presenti nei comuni per ciò che riguarda le assunzioni, quindi le deroghe per la contrattualizzazione dei lavoratori all’interno degli enti che ad oggi stanno utilizzando queste persone e prevede inoltre la storicizzazione dei 50 milioni, ovvero un contributo straordinario per quegli enti che decidono di stabilizzare i lavoratori. Queste sono le nostre richieste a livello nazionale – incalza il segretario – mentre a livello regionale avevamo richiesto un avvio di pre-pensionamento di coloro che sono prossimi alla pensione. Il ministro – continua Petrassi – ci ha rassicurato che non lascerà nessuno a casa, adesso vogliamo che metta tutto nero su bianco. Vorrei ricordare ulteriormente che 4500 persone sono paragonabili ad una grossa azienda italiana, ad oggi, se queste persone non verranno stabilizzate, saranno a casa, chiudendo così un’azienda di 4500 persone in Calabria, nel Sud. Senza considerare – conclude Petrassi – che i calabresi, senza queste persone non potranno più usufruire di ufficio anagrafe, servizi bus, ufficio ragioneria, vigili urbani, ausiliari al traffico, raccolta differenziata, bloccando così una regione intera”.

Redazione

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