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Quale futuro per la Vigor Lamezia?

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A quasi un mese dalla fine del Campionato di Eccellenza, ancora tutto tace sulle sorti della Vigor Lamezia. Nessuna novità, nessuna voce.

di Antonio Gatto

futuro

L’unica news è rappresentata dal fatto che la Corte d’Appello federale ha accolto i ricorsi (relativamente al terzo filone nazionale della Lega Pro per l’inchiesta “Dirty Soccer” sul calcio-scommesse) dell’ex presidente della Vigor Lamezia, Claudio Arpaia, dell’ex direttore sportivo, Fabrizio Maglia, e in parte quello della Vigor Lamezia, annullando le sanzioni inflitte il 27 marzo scorso dal Tribunale federale nazionale.
Alla luce di questo, Arpaia e Maglia chiederanno la revisione del processo sportivo, mentre, la Vigor Lamezia, che (data la penalizzazione di 5 punti) aveva chiuso il campionato al terzo posto con 44 punti insieme al Trebisacce sale a quota 47 (essendo stati ridotti a 2 i punti di penalizzazione) rimanendo terza in solitaria (oltre ad aver ricevuto la riduzione dell’ammenda richiesta da 30.000 euro a 5.000).
Se relativamente al processo sportivo arrivano buone notizie, così non sembra per l’avvenire della Vigor Lamezia.
Le uniche parole, ad oggi, utili per provare ad ipotizzare qualcosa sul futuro della squadra biancoverde sono quelle di fine stagione del Presidente uscente, Giancarlo Butera:“Lascio la Vigor, mi dimetto, così come richiesto a furor di popolo, e come già detto più volte nei mesi passati consegno la squadra alla Città.
Lascio nella piena convinzione di aver operato e agito nell’esclusivo interesse della Vigor. Lascio con l’unico rammarico di non essere riuscito a vincere il campionato appena finito e di riportare la Vigor in una categoria adeguata alla sua storia. Credetemi, ce l’ho messa tutta.
Per me è stato un onore rappresentare la squadra della mia città, la squadra che ho imparato ad amare fin da quando ero piccolo, che amo e che amerò sempre, l’unica squadra della mia vita per la quale ho pianto e gioito. La Vigor è un pensiero bellissimo, passione e fede, solo chi la ama può capire.
Io non l’ho mai abbandonata, per lei ho trascurato anche famiglia e azienda, ma non me ne pento. Nella mia esperienza di Presidente ho capito che in questa Città ad amare la Vigor sono in pochi. Abbandonata da tutti, ex soci, tifosi, sponsor, quando la nave stava affondando. Prima tutti pronti a salire sul carro dei vincitori ma da Maggio 2015 sono scomparsi tutti.
Politica assente, Comune assente, classe imprenditoriale assente.
L’anno scorso, mentre io tra mille difficoltà cercavo di costruire una squadra capace di salvarsi, e ci sono quasi riuscito, gli altri remavano contro consigliandomi di navigare a vista e di non spendere soldi in calciatori tanto era inutile, dicevano. Ho dovuto lottare quotidianamente contro tutto e tutti. Nessuno in questi due anni ha voluto aiutare la Vigor, nessun politico e nessun imprenditore. Basti vedere gli sponsor di questa stagione per capire in quanti hanno avuto a cuore la squadra della propria Città e ci sarebbe da dire tanto anche su questi.
Per non parlare poi di quei soggetti che fino a poco tempo fa si pregiavano del nome della Vigor Lamezia, come collaboratori o sostenitori, mentre oggi rinnegano e remano contro e guardano solo i loro interessi.
Ripeto, non ho rimpianti e a differenza di tanti, io nonostante tutto ci ho messo la faccia. Non mi sono tirato indietro, mi sarei potuto tirare indietro pure io ma non l’ho fatto, esponendomi anche alle contestazioni dei tifosi. Mi scuso con loro se in alcuni frangenti ho risposto in modo aspro e stizzito alle loro critiche ma sono fatto così, è il mio carattere e ho cercato in tutti i modi di difendere la Vigor.
Ad alcuni tifosi va tutta la mia stima, ritengo che loro non contestano solo a prescindere, non criticano solo per il gusto di farlo, lo fanno perché hanno le loro ragioni e perché amano questi colori. Avrei fatto anche io la stessa cosa al posto loro.
Anche io in passato non condividevo alcune scelte e invece condividevo il pensiero dei tifosi. Ma i veri tifosi in questi due anni potevano e dovevano stare più vicini alla Vigor, non è vero quando dicono solo i colori a qualsiasi categoria, anche parecchi di loro amavano salire sul carro dei vincitori e così è troppo facile. La vera fede si vede nei momenti difficili. Onore a chi ci ha seguito. Lamezia tutta perde quando la Vigor va male poiché la Vigor è veramente la cosa più bella che ci sia mai stata in questa Città, una Città deturpata e derubata da tutti.
Lascio la Vigor nella speranza che chi verrà, se verrà, possa far tornare grande questa squadra e possa dare le giuste soddisfazioni ad una tifoseria incolpevole e ad una Città che merita altri palcoscenici.
Un grosso ringraziamento, infine, a colui ch’è stato additato in modo fin troppo precipitoso come il responsabile delle disgrazie della Vigor. Mi riferisco al patron Claudio Arpaia.
Nonostante tutto ha deciso di non mollare, e poteva farlo tranquillamente, continuando a darci una mano, anzi sposando sin dall’inizio il nostro progetto. Una grande persona. Come lui ne ho viste poche nel mondo del calcio. A mio avviso avrebbe meritato ben altra considerazione, soprattutto da chi gli stava vicino in passato e gli ha poi voltato le spalle.
Inoltre ci tenevo moltissimo a ringraziare i miei compagni di avventura. I due direttori Antonio Morelli e Francesco Sortino ed il resto dello staff iniziando da Nicola Vaccaro, a Salvatore e Raffaele Alvino, Pasquale e Pino Crapella, Enzino Morelli e via dicendo.
Tutta gente molto attaccata ai colori biancoverdi e che ci ha dato una grossa mano nonostante le tante traversie stagionali. Ringrazio anche lo staff tecnico, sia quello iniziale facente capo a mister Andreoli, che quello di Antonio Gatto con il preparatore atletico Viapiana e l’allenatore dei portieri Gianluca Caravella, il massaggiatore.
A tutti grazie avendo dovuto subire il peso di un campionato nato sotto una cattiva stella e terminato senza raccogliere quello che avremmo meritato. Della squadra si può dire quello che si vuole ma noi riteniamo tutt’oggi di aver allestito una buona squadra.
I risultati arrivati sul campo sono stati figli sia di episodi sfortunati che della diffidenza che ha sempre circondato la squadra e noi società. Abbiamo lottato contro tutto e tutti in un torneo difficile, nel quale ci siamo imbattuti in due corazzate capaci di far risaltare in modo così netto il divario con le restanti squadre

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