Quando i bambini fanno OH!

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Monica Vignetti e Guillaume Hotz, Compagnia Omphaloz. Italiana lei, di Milano. Franco-spagnolo lui. Artisti di strada, compagni anche nella vita. Il loro bacio naso-con-naso sullo sfondo di una grigia periferia suburbana si vede su tutti i manifesti che tappezzano la città. Una foto dominata dai grigi con una sola nota di colore: quattro palloncini rossi che Monica regge in mano come un bouquet. È l’immagine della III edizione di TeatrOltre: Festival Internazionale di Teatro in Strada, con la direzione artistica di Pierpaolo Bonaccurso, che si è aperto il 29 agosto nel Caffè Letterario del Chiostro di S. Domenico a Lamezia Terme.

Il Festival è inserito nel progetto Lamezia Summertime 2018, evento ormai storicizzato, realizzato dal Comune di Lamezia Terme in collaborazione con Arci Lamezia Terme/Vibo Valentia in qualità di partner di progetto e finanziato dalla Regione Calabria con fondi PAC per il triennio 2017-2019.

Una due giorni di laboratori di arti circensi, percussioni africane e yoga, origami e kirigami.

I locali del caffè letterario vocianti di bimbi, ma sono presenti anche molti adulti e intere famiglie. Nella stanza della ludoteca Monica e Guillaume insegnano i primi rudimenti dell’acrobatica.

I bimbi sono seduti  a terra, in circolo, composti e attenti alle spiegazioni dei due artisti, le mamme sorvegliano e girano video.

“I bambini amano giocare e quindi il nostro è un approccio ludico perché i bambini sono naturalmente portati ad apprendere quando non ci sono imposizioni quindi giochi sullo spazio e sui riflessi, riscaldamento imitando i versi degli animali o azioni che rientrano nella routine quotidiana che poi serviranno loro per l’acrobatica ma senza tralasciare alcune regole che secondo noi sono fondamentali. Infatti, prima di arrivare agli esercizi fisici veri e propri applichiamo le tecniche teatrali lavorando sulle dinamiche relazionali per far capire loro l’importanza di saper attendere il proprio turno,  la consapevolezza di appartenere ad un gruppo, il rispetto dell’altro poi arrivano l’attenzione e la concentrazione e la parte più tecnica con delle prese a due applicando la disciplina dell’acrobalance”.

Così Guillaume e Monica e i bimbi, trasformati in piccoli circensi, sostenuti e sollevati dai due “porteur” si cimentano nelle figure dell’angelo, della balena, della scatola, del letto a castello, della bandiera e poi, da soli, nella piramide finale sfoderando sorrisi peni di soddisfazione per l’orgoglio delle loro mamme.

Nella stanca accanto il maestro Piero Bonaccurso impartisce lezioni di origami e kirigami e qualche dimostrazione di pop-up. Banali fogli di carta si trasformano come per magia in fiori, farfalle, stelle coloratissimi, rondini pronte a spiccare il volo e in bellissimi oggetti tridimensionali che sembrano fragili sculture.

Una passione antica quella di “giocare” con la carta per Piero Bonaccurso che riesce a creare piccoli capolavori. “Io amo lavorare con i bambini soprattutto per lo stupore che vedo nei loro sguardi quando riescono a creare delle piccole cose, anche semplici, come un fiore. E poi questa è un’attività che oltre ad essere divertente sviluppa la manualità che è un’abilità fondamentale per la loro crescita e che purtroppo, con l’avvento del digitale si sta perdendo”.

Eppure i bambini che affollano il laboratorio durante questi due giorni sono tantissimi e lo spettacolo vero è osservare quelle piccole mani dapprima incerte, confuse, impacciate nel maneggiare i fogli di carta e piegarli alla perfezione, maldestre nell’afferrare le forbici e cercare di dare a quelle pagine inerti la forma desiderata e poi via più sicure, abili, veloci fino a strappare quell’oh di meraviglia di cui solo i bimbi sono capaci.

Dalla sala più grande provengono cupi suoni ritmici: è il seminario di percussioni africane tenuto dal M° Vincenzo Mazza.

Lametino di nascita, trasferitosi a Roma per lavoro, un hobby – quello della musica africana – che si trasforma in una vera e propria passione che lo porta a trascorrere sei mesi in Africa, in una scuola a Bamako, capitale del Mali, per apprenderne i segreti.

“La musica africana è fondamentale per capire il significato del ritmo, senza dimenticare che il ritmo è connaturato all’essere umano perché in relazione con il senso dell’udito e della vista ma anche con il pensiero e la memoria. Quando si suona questa musica si va in meditazione dinamica, ad un certo punto si spegne il cervello e si rimane concentrati esclusivamente sul suono, sul ritmo, sul tempo. Ci si ritrova totalmente assorbiti. Inoltre, questa struttura poliritmica la si può anche applicare a strumenti più moderni come la chitarra e questo ti dà la possibilità di arricchire e variare il potenziale espressivo dello strumento stesso senza dimenticare che la diffusione in America e in Europa della tradizione musicale africana ha influenzato profondamente la musica occidentale”.

Nello spazio della sala multimediale una serie di djambé, tamburo composto da un calice in legno ricoperto di pelle di capra tesa mediante due procedure distinte di tiraggio: tiraggio verticale e tiraggio orizzontale. Si suona con le mani  e ha tre colpi principali (un suono acuto, uno medio e uno basso).

Poi un doum-doum, un sangban e un  kenkeni , una sorta di batteria africana composta da tamburi di diversa misura ricoperti di pelle di mucca che si suonano orizzontalmente con le bacchette di legno e servono a fornire la base ritmica e melodica all’insieme di djambé.

Così dal “cerchio dei tamburi” si levano ritmi tribali e il laboratorio diventa occasione per incontrare le percussioni africane cercando di indagare il loro complesso linguaggio e fare musica d’insieme interagendo come in una vera orchestra ma con tanto tanto divertimento.

Gran finale con le favole di sabbia in una sala gremita da grandi e piccini. Sand art ovvero arte della sabbia e un’attrice, Greta Belometti, dalle mani magiche che propone una rilettura molto personale di “Alice nel Paese delle Meraviglie”.

Ad accompagnarla nella sua performance il M° Vincenzo Mazza con la kora, una sorta di arpa africana capace di creare un tappeto sonoro melodioso e malinconico insieme.

L’incipit musicale riproduce il battito di un cuore mentre l’ombra delle mani di Greta  proiettata sullo schermo ne simula le contrazioni prima regolari poi via via sempre più accelerate al ritmo in crescendo della musica. Il battito si placa e le dita cominciano a danzare nella scatola di sabbia tracciando il profilo sognante di una fanciulla.

Qualche tocco veloce come una pennellata e si materializzano occhi, labbra, pianeti orbitanti che lasciano posto a brandelli di un sipario che si trasforma in prato dove si intravvede un buco nel terreno sovrastato da una scritta “Home” e la figura di Bianconiglio sempre in lotta con il tempo.

Le mani si muovono sinuose sulla sabbia ingabbiando in un occhio di bue Bianconiglio e l’ingresso fiorito del buco nel terreno mentre la silhouette dello Stregatto si staglia altera al centro del prato disseminato di frecce e punti di domanda che a loro volta diventano volti speculari che si moltiplicano in prospettiva fino ad essere incorniciati in un grande occhio da cui sgorgano lacrime di perle mentre i volti si dissolvono nell’iride.

Un passaggio di mani fulmineo spazza via la sabbia. Sul fondo bianco si staglia ora la prua di una nave sulla quale un uomo solitario brandisce una spada contro un drago minaccioso. Un racconto visivo ricco di simboli e metafore sulla vita, sul desiderio di scoperta, sui pregiudizi, sulle frustrazioni e sui nostri mostri interiori. Sul finale la nave, spiegando le vele al vento, riprende il suo viaggio tra i flutti perché in fondo “La paura è solo un’illusione”.

Continua…

L’appuntamento con TeatrOltre: Festival Internazionale di Teatro in Strada continuerà all’aperto venerdì 31 agosto, sabato 1 e domenica 2 settembre con inizio alle ore 18.30 sul Corso Numistrano e in Piazzetta S. Domenico a Lamezia Terme Nicastro con le performance di tutti gli artisti ospiti che animeranno il centro storico per un week-end ricco di allegria e tantissime sorprese!

Giovanna Villella

[ph_Alessandra Corrado]

[foto di chiusura_Ennio Stranieri]

 

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