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Quando la paura fa morir dal ridere

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Quando la paura fa morir dal ridere - i ditelo voi

Quando la paura fa morir dal ridere

Vacantiandu 2017, il progetto dell’Associazione teatrale “I Vacantusi” di Lamezia Terme con la direzione artistica di Diego Ruiz e Nicola Morelli e la direzione amministrativa di Walter Vasta,  finanziato dalla Regione Calabria nell’ambito degli interventi tesi a valorizzare i luoghi di interesse storico e archeologico con la qualificazione e il rafforzamento dell’offerta culturale, chiude la prima annualità con la serata solidale dedicata al piccolo Antonio Federico che tanto amava il teatro.

Per il quarto anno consecutivo l’evento è stato  organizzato in collaborazione con la famiglia Federico che sostiene questa iniziativa per mantenere sempre vivo il ricordo di Antonio. Grazie a questo progetto si, è infatti, costituita la “Piccola Compagnia Teatrale Antonio Federico” che ogni anno, grazie ai proventi ricavati dagli spettacoli solidali, organizza laboratori teatrali per  permettere a tanti giovani di avvicinarsi al mondo del teatro.

Domenica 8 aprile, al Teatro Comunale Grandinetti di Lamezia Terme è andato in scena il divertentissimo spettacolo di teatro-cabaret “Horror Comedy Show” con I Ditelo Voi, il trio comico/satirico napoletano composto da Francesco De Fraia, Domenico/Mimmo Manfredi e Raffaele/Lello Ferrante noti al grande pubblico per la loro partecipazione, sin dal 2013, al programma cult di RAI 2 Made in Sud.

“Horror Comedy Show” è una commedia tutta da ridere. Una perfetta macchina scenica con trovate, gag e humor nero in salsa partenopea.

In una maestosa scenografia, firmata da Roberto Crea, che riproduce l’interno di una antica villa settecentesca dall’atmosfera quasi da fiaba che via via si fa sempre più inquietante, gli ignari avventori si trovano a vivere un weekend da paura tra fantasmi e porte che cigolano, lupi e gatti neri, quadri mutanti e pianoforti che suonano da soli, voci lugubri e un telefono che squilla per annunciare la morte di qualcuno, bambini indemoniati, personaggi di sangue che inseguono i tre malcapitati proponendo loro patti scellerati e cadaveri che scompaiono, riprendono vita, vengono uccisi di nuovo e così via in una girandola vorticosa fino al colpo di scena finale…

Il testo, scritto da I Ditelo Voi, che firmano anche la regia insieme a Francesco Prisco, ha il merito di avventurarsi in terreni negati o rimossi quali la paura, il paranormale, la morte che pur esercitano un forte potere di seduzione. E la risata diventa un modo per esorcizzarli.

La loro comicità ha il sapore partenopeo della sconfitta, i loro personaggi sono figli di una stella distratta e vengono perseguitati da una sfilza di disgrazie e disavventure di cui si può solo ridere.
Il personaggio di Mimmo è quello del perdente nato. Irriverente, provocatorio e cattivo non per natura ma per istinto di sopravvivenza, sfoggia espressioni stralunate e ironia dissacrante. Lello, l’uomo dai “due cuori”, il caso clinico, con la sua figura dinoccolata e la faccia mutevole è esplosivo, con una ironia mirata e una mimica invadente. Francesco è il “capocchione” del gruppo, imprenditore, marito e padre che sembra aver trovato il suo posto nel mondo. Ma la sua adesione alle convenzioni sociali è solo apparenza che nasconde una buona dose di cinismo e una tranquilla ferocia.
 Ad affiancare il trio due bravissime attrici, la versatile Giovanna Landolfi procace escort e moglie petulante e una strepitosa Federica Totaro che, nel triplice ruolo della bimba/spirito posseduto /vecchietta pensionata, fa sfoggio di una gestualità prodigiosa e di una duttilità scenica straordinaria.
Senza dimenticare le origini televisive della pièce, lo spettacolo è vivacemente scandito nei ritmi e giocato con grande abilità di entrate/uscite. Suggestivi gli effetti sonori di Peppe Sabatino e il disegno luci di Stefano Lattavo con quelle atmosfere fredde che sembrano, per pochi inafferrabili istanti, bloccare la scena e quasi raggelarla.
Ai protagonisti della serata è stato consegnato il Premio Antonio Federico, un 8 rovesciato simbolo dell’infinito ideato dal graphic designer Alessandro Cavaliere e realizzato dal maestro Raffaele Fresca.
Spettacolo strepitoso! Applausi…

 

Giovanna Villella

[foto di scena Patrizio Molinaro]