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Quando a Sambiase il mese era di 40 giorni…

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Quando a Sambiase il mese era di 40 giorni…

Strano ma vero, e per giunta da guinness da primati nel calendario civile di tutte le province italiane

In tempo di quarantena credo sia giusto sottoporlo all’attenzione, al di là del valore simbolico, cui siamo stati alfabetizzati per immunità di gregge.

«Quandu veni llu mis’᾿i quaranta!» («quando verrà il mese di quaranta giorni!»): è una boutade che si usa per indicare un evento che non si verificherà mai, un po’ come quando diciamo, usando uno stile classicheggiante, «alle calende greche».

L’espressione «u mis’᾿i quaranta» è legata alla figura d’un vegliardo sambiasino, Lorenzo Zaffina, deceduto il 1952, carico d’anni e di saggezza, il quale, tra gli altri numerosi consigli che era solito dare a parenti ed amici, ricordava quello di alleggerirsi d’abito «᾿i quarant’e maju», vale a dire, nella prima decade di giugno, quando la temperatura si è ormai stabilizzata.

Sempre a Sambiase questa cifra numerica è collegata alla storia dei Quaranta Martiri di Sebaste (Armenia), condannati a rimanere, in pieno inverno, dentro uno stagno agghiacciato, salvo abiura per essere accolti in una piscinetta calda di un’abitazione viciniore.

L’unico dei confessori a non reggere fu Melezio, il quale, dopo aver abbandonato i suoi compagni, trovò rifugio nei bagni caldi, ma a causa dello sbalzo di temperatura morì sul colpo.

Questi i loro nomi: Aezio, Eutichio, Cirione, Teofilo, Sisinnio, Smaragdo, Candido, Aggia, Gaio, Cudione, Eraclio, Giovanni, Filottemone, Gorgonio, Cirillo, Severiano, Teodulo, Nicallo, Flavio, Xantio, Valerio, Esichio, Eunoico, Domiziano, Domno, Eliano, Leonzio detto Teoctisto, Valente, Acacio, Alessandro, Vicrazio detto Vibiano, Prisco, Sacerdote, Ecdicio, Atanasio, Lisimaco, Claudio, Ile, Melitone ed Eutico o Aglaio.  Ovviamente accanto ai soldati non c’erano le 40 sorelle: la canzone cult di Piero Ciampi è venuta molto tempo dopo, benché quarant…..ottenne!

Prof. Francesco Polopoli