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Raccolta differenziata, durissime critiche di D’Ippolito (M5S) a Pappaterra

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Pino D'Ippolito

Pino D'Ippolito

Entusiasmo per dati da serie B, urgente voltare pagina con le prossime elezioni regionali

Comunicato stampa

«Si continua a vendere aria fritta sulla percentuale di raccolta differenziata nella regione Calabria. Nel merito è emblematico che il direttore generale dell’Arpacal, Domenico Pappaterra, abbia esultato per l’incremento del 5,5% registrato nel 2018 e per l’ulteriore crescita di appena l’1,5% relativa all’anno 2019». Lo afferma, in una nota, il deputato M5S Giuseppe d’Ippolito, che alla Camera siede in commissione Ambiente.

«Non so dire – prosegue il parlamentare del Movimento 5 Stelle – se anche in questo caso siamo alla barzelletta o alla consueta autoreferenzialità che caratterizza l’amministrazione regionale, visto che i dati sono in proposito da retrocessione in serie B, in quanto collocano la Calabria al fondo della classifica nazionale.

Oltretutto, per il 2018 – osserva il deputato M5S – la Calabria, che poi non ha fatto alcun balzo significativo, si è posizionata al terzultimo posto con il 45,2%, lontanissima dal Veneto, in testa con il 73,8%, e dalla Lombardia, terza con il 70,7%, che pure sono molto più popolate. Ciò a riprova che nemmeno la figura dell’assessore regionale Ultimo è servita a superare le gravissime criticità gestionali del settore.

Nello specifico alla Cittadella regionale si continua a navigare a vista, senza programmazione, senza correttivi in grado di avviare in concreto il riciclo dei rifiuti e con il consueto tono propagandistico di chi è perfino felice di essere puntualmente fanalino di coda.

Per il 2018 non è nemmeno incoraggiante il dato di Cosenza, che con il 52,63% è la prima città capoluogo di provincia in termini percentuali di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani».

«I rifiuti – conclude D’Ippolito – devono essere una risorsa di sviluppo collettivo, soprattutto in una regione come la Calabria, nella quale, invece, essi costituiscono un tesoro per pochi e spesso con vantaggi per le organizzazioni criminali, che lucrano grazie al degrado e al caos organizzativo permanente. Le prossime elezioni regionali saranno decisive: o sui rifiuti si volterà pagina, oppure si consoliderà un sistema politico fallimentare e dannoso».