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Raso: “stato d’emergenza è solo l’inizio. Per il futuro molte cose vanno cambiate”

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Raso Pietro

La dichiarazione dello stato d’emergenza di certo non basta ma, in ogni caso, è il presupposto essenziale per affrontare alcuni degli effetti della devastazione subita dalla Calabria quest’estate

Comunicato Stampa

Gli incendi hanno profondamente segnato il volto della regione, inciso a fondo sulla consistenza di un patrimonio ambientale e forestale unico ed irriproducibile, colpito duramente una biodiversità che troppo tardi e non in maniera completa abbiamo guardato come risorsa da tutelare e difendere ad ogni costo.

Ora, dopo la dichiarazione dello stato d’emergenza, è tempo di ragionare e soprattutto agire per il futuro; occorre selezionare le buone pratiche di prevenzione e sostenerle, occorre ragionare a fondo, con il Governo nazionale, sui numeri forniti dal Commissario di Calabria Verde e sull’allarme lanciato ormai da tempo dalle sigle sindacali.

Se nel passato numeri, consistenza ed impieghi dei lavoratori forestali hanno sollevato polemiche e molte descrizioni spesso pregiudizievolmente ostili ora è tempo di guardare in faccia la realtà, il bacino dei lavoratori forestali si va esaurendo, la loro età media è di circa 60 anni, poche centinaia sono quelli che è possibile impiegare nelle attività di contrasto e spegnimento degli incendi.

E’ tempo, dunque, di affrontare il problema con una previsione pluriennale che consenta di immettere in Calabria Verde forze giovani e razionalmente organizzate e distribuite sul territorio regionale.

Cosi come sarà necessario, a mio avviso, che la nuova Giunta regionale – tenendo conto dell’impegno già profuso ma sopratutto di quanto accaduto – assegni priorità assoluta al patrimonio forestale calabrese individuando precisi obiettivi, recuperando risorse,  uniformando le strategie di prevenzione e valorizzazione.

Nel farlo occorrerà forse immaginare una sorta di stati generali della montagna calabrese con il coinvolgimento dei Parchi nazionali, di quello regionale, dei Consorzi di bonifica, dei sindacati e delle tante, tantissime associazioni di volontariato.

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