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Reale. Terza discarica: impedire arrivo a Lamezia rifiuti non trattati

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Ho Letto una serie di dichiarazioni contro la nuova terza vasca della discarica in località “stretto”

Comunicato Stampa 

Ne condivido lo spirito ma rischiamo di spostare l’attenzione dal problema ”vero” che invece dovremmo cercare di affrontare approfittando dell’ occasione che ci dà l’ordinanza della Santelli.

Forse dovremmo partire da un dato concreto: Non tutto il materiale della raccolta differenziata viene recuperato, anzi oggi la maggioranza in Calabria (non è cosi in Italia) finisce in discarica.
Sto parlando della frazione organica (i residui del cibo) che dopo essere stati resi innocui dall’impianto dell’area industriale, vengono comunque smaltiti nella discarica.
A ciò si aggiunge che solo un terzo delle plastiche (che divergono per composizione chimica e quindi non sono tutte recuperabili) viene riciclato e le stesse, dopo la nuova utilizzazione sono destinate allo smaltimento ed a queste si aggiunge più del 10% del vetro e della carta che diventano scarto industriale e così finiscono la loro vita.
A ciò aggiungiamo un 20% di indifferenziato pure in una situazione futura ed ottimale (80% di differenziata) difficilmente potrà scendere sotto questa percentuale.
Rimangono poi i residui della depurazione (fanghi) che sono importantissimi perché spesso la qualità dell’acqua che finisce in mare dipende dalla pulizia degli impianti ed oggi tutti questi finiscono in discarica.
Quindi allo stato della scienza un quantitativo notevole della stessa raccolta differenziata non può essere recuperata se non bruciandola nei termovalorizzatori che producono energia elettrica (esempio quello di Gioia tauro).
Poiché chi è contro le discariche e spesso anche contro i termovalorizzatori riesce difficile oggi indovinare come è possibile uscire dal problema se, ovviamente, non si ha voglia di confrontarsi con la realtà.
Naturalmente la raccolta differenziata è comunque importantissima perché consente un importante recupero di materiali, la selezione rende più sicuro quello che si brucia nei termovalorizzatori, rende reimpiegabili l’organico ed i fanghi e la città è comunque molti più pulita.
Se spostiamo la discussione tenendo conto di questi dati, ritengo che il punto non è quello se costruire la terza vasca ma di impedire che il riempimento della prima e della seconda e (se verrà realizzata) della terza sia fatto attraverso lo smaltimento di materiali pericolosi per l’ambiente.
Questo vuol dire che in nessun caso a Lamezia debbono arrivare rifiuti non trattati che producono grandi quantitativi di biogas che si disperde in atmosfera mentre il percolato può inquinare la falda.
Ora sono consapevole che la Calabria affoga nei rifiuti e se la solidarietà ci impone sempre di aiutare chi ne ha bisogno (quindi non solo gli extracomunitari) per cui non possono essere abbandonate tanti cittadini ai miasmi ed alle malattie che potrebbero essere provocate dai i rifiuti abbandonati per strada.
Il limite però è evidentemente quello della messa in pericolo della nostra salute e questa viene tutelata solo se non si consente di smaltire “la qualunque” nelle discariche lametine presenti e future.
Due ultime considerazioni: Sarebbe importante che riducessimo, da subito, il conferimento in dell’organico e dei fanghi, spargendoli sulle aree agricole rendendo la vita delle discariche più lunga e riducendo il quantitativo di concimi chimici.
Prendano l’iniziativa il il Comune e la Multiservizi superando i problemi tecnici insieme al gestore dell’impianto ed alle Associazioni degli Agricoltori, avremmo un doppio vantaggio per l’ambiente.
La volta scorsa l’opposizione alla terza vasca ha provocato lo spostamento della discarica di pochi km e cioè a Pianopoli.
La Multiservizi ha vissuto le difficoltà economiche della perdita di una entrata considerevole ed il Sindaco di quella cittadina ha fatto un ottimo uso di quelle risorse realizzando servizi importanti per i cittadini.
Vogliamo ripeterci? Non credo e suggerisco al Sindaco Mascaro di tutelar, davvero i cittadini emettendo un’ordinanza con quale, per ragioni di salute pubblica, impedisce lo smaltimento di rifiuti che non vengono da raccolta differenziata e non sono stati trattati negli impianti di selezione.
Si tratterrebbe di un atto conforme alle leggi vigenti più difficile da contrastare di un mero rifiuto alla realizzazione della terza vasca e, a mio avviso, più attenta all’ambiente ed alla comunità.

Italo Reale