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Regione diffida il Comune di Lamezia: i chiarimenti dell’amministrazione

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In merito alle notizie diffuse a seguito della diffida indirizzata dalla Regione Calabria ai Comuni Capo Ambito asseritamente inadempienti nell’attuazione della riforma del Welfare, tra i quali viene annoverato anche il Comune di Lamezia Terme, l’Amministrazione Comunale rappresenta quanto segue

Comunicato Stampa

Con comunicazione inoltrata alla Regione Calabria in data 26/08/2020 prot. n. 54440, il Comune Capofila dell’Ambito di Lamezia Terme, che già dalle prime battute della riorganizzazione del panorama socio-assistenziale disposta dalla D.G.R. n°503/2019 si è distinto quale Comune virtuoso, aveva illustrato all’Ente regionale l’avanzamento delle procedure di attuazione della D.G.R. 503/2019, anticipando quanto successivamente richiesto dalla stessa Regione con nota prot. SIAR n°280813 del 03/09/2020.

È singolare, quindi, che venga tacciato come inerte il Comune che, primo fra tutti in Calabria, già nel mese di luglio aveva predisposto gli atti necessari per l’assunzione delle competenze in ordine alle strutture socio-assistenziali e dalla stessa Regione era stato indicato pubblicamente, nei diversi incontri istituzionali realizzati, quale modello gestionale per l’attuazione della riforma, così come evidenziato dallo stesso Assessore Gallo nel corso di specifici incontri.

Giova ricordare che, a seguito di indirizzi forniti dalla Conferenza dei Sindaci nella data del 20/07/2020, l’Ufficio di Piano incardinato presso il Comune di Lamezia Terme ha adottato già in data 30/07/2020 la Determinazione dirigenziale di approvazione dello schema di accordo provvisorio da sottoscrivere con le strutture socio-assistenziali presenti sul territorio dell’Ambito, in possesso dei requisiti necessari per l’accreditamento provvisorio e già ammesse dalla Regione Calabria a retta sino al 31.12.2019.

E’, altresì, doveroso sottolineare che, a seguito di trasmissione della documentazione propedeutica necessaria, già il 04/08/2020 è stato stipulato accordo provvisorio con tre delle otto strutture; nel medesimo mese di agosto si è, poi, provveduto a verificare la conformità della rendicontazione esibita ai fini della liquidazione delle spettanze dovute per il primo semestre 2020, liquidazione disposta immediatamente dopo l’approvazione del bilancio finanziario 2020/2022 con erogazione delle relative somme.

Si sottolinea, inoltre, che la sottoscrizione dell’accordo provvisorio con alcune delle altre strutture ricadenti nel territorio di competenza dell’Ambito è avvenuta successivamente al mese di agosto 2020 e con altre ancora non si è perfezionata solo perché si è reso necessario che le strutture procedessero ad  integrazioni documentali atte all’accoglimento della richiesta di accreditamento provvisorio, ovvero si rende necessario verificare la sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa regionale vigente, in ordine ad aspetti attenzionati nel corso di visite ispettive.

In riferimento a detto ultimo punto, il Comune di Lamezia Terme ha già dal mese di giugno scorso avviato interlocuzione con l’ASP che è competente per la definizione di procedure condivise finalizzate alla verifica – in capo alle strutture socio-assistenziali di competenza – dei requisiti previsti dalla normativa regionale.

Da quanto esposto, risulta evidente che il Comune di Lamezia Terme, lungi dall’essere inadempiente ed in ritardo, è in realtà prima linea nell’attuazione delle riforme e costituisce modello per altri territori.

Il detto chiarimento si è reso necessario anche a garanzia della continuità di una proficua collaborazione istituzionale volta ad un ottimale utilizzo delle risorse ed a salvaguardare soprattutto le situazioni di maggiore fragilità presenti sui territori.