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Rifondazione Lamezia: basta alla realizzazione di discariche e alle decisioni che non coinvolgono cittadini

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Ci risiamo, nella recente Ordinanza della Santelli, sulla gestione dei rifiuti urbani, si riparla di una terza discarica da realizzare a Lamezia, procedura, per la verità, attivata con Decreto, n. 9 del 27 gennaio 2020, del Presidente Oliverio

COMUNICATO STAMPA

Come sempre, in nome dell’eterna emergenza in cui da decenni versa questa Regione in materia di Rifiuti tutte le politiche ruotano attorno alla costruzione di grandi impianti.

Dimenticando, colpevolmente, che l’emergenza è frutto proprio della scelta  – in contrasto con gli stessi principi fissati dalla comunità europea e dalla legislazione nazionale – di privilegiare la costruzione di grandi impianti di trattamento e di smaltimento dei rifiuti a discapito di azioni tese a privilegiare la riduzione, la raccolta differenziata e il riciclaggio dei rifiuti. Basti pensare che siamo ben lontani dall’obiettivo del 65% di differenziata fissato, dalla normativa,nel lontano, oramai, 2012. La percentuale di Raccolta differenziata in Calabria nel 2018,  ultimi dati Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), era del 45% .

il tutto avviene con l’aggravante che nessuno strumento di partecipazione e di condivisione è stato attivato al fine di coinvolgere i cittadini, le associazioni ambientaliste, i sindacati e le assemblee elettive degli enti locali.

Non si mai perseguita l’autosufficienza degli Ato (Ambito Territoriale Ottimale) e i calabresi hanno assistito, per decenni, ad un traffico di rifiuti antieconomico e inquinante.

E’ in questo contesto che ci sono territori che hanno pagato, in termini ambientali  più di altri la gestione fallimentare del ciclo dei rifiuti, tra questi il lametino, con una concentrazione inaccettabile di impianti ai quali dovrebbe aggiungersi, appunto, la terza discarica, di 600 mila mc,  prevista nell’Ordinanza Santelli che prevede tra l’altro , l’utilizzo di una residua volumetria (55.000 mc) della seconda vasca esistente e il possibile utilizzo della prima vasca per altri 150.000 mc.

Tutto questo, oltre a pesare sul livello di carico ambientale di questo territorio perpetua la pratica che espropria dalle decisioni le assemblee elettive locali e le popolazioni.

In un territorio che non dimentichiamolo ha la necessità di una bonifica della discarica di Fiume Bagni è necessario che con la post gestione delle due vasche di loc. Stretto si dica finalmente basta alla realizzazione di altre discariche proseguendo e accelerando la scelta della differenziata e lavorando, cosa sostanzialmente mai fatta in questa regione, per politiche di forte riduzione dei rifiuti.

E’ necessario che l’intero Consiglio Comunale chieda una vera e propria moratoria nella realizzazione di grandi impianti per i rifiuti sul territorio lametino e in tutta la regione e un massiccio investimento per la riduzione e la raccolta differenziata e il riciclaggio dei rifiuti.

Questo significa avere una visione moderna delle politiche del ciclo dei rifiuti a rispettare gli obiettivi che dettano le stesse leggi che mirano al superamento delle discariche e dei grandi impianti.

Come Rifondazione comunista riteniamo che debba essere la collettività a riappropriarsi del proprio futuro a fissare sulla base dei dati che la scienza fornisce la capacità che un ecosistema ha di reggere ai carichi inquinanti senza entrare irreversibilmente in crisi.

Va garantita alla collettività la decisione finale sul chi, come e perché possa usare i beni comuni garantendo la possibilità di godere di terra, aria e acqua pulita.

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