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Rimini (Rif. Comunista): improvvisazione totale per la campagna vaccinazione soggetti fragili

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La pandemia e lo sconosciuto C.O.T. dell’Asl

Comunicato Stampa

Ho appreso per caso, in questi giorni, dell’esistenza di un servizio della nostra ASL, credo sia così anche nel resto della regione, denominato C.O.T. (Centrale Operativa Territoriale) dove da qualche settimana si può telefonare per “registrarsi” per la vaccinazione fornendo dati anagrafici, codice fiscale e informazioni sulle proprie patologie.

La cosa mi ha convinto poco perché ho pensato: “un servizio così importante dovrebbe essere a conoscenza di tutti e tutte ad incominciare dai medici di base, dovrebbe essere propagandato con tutti i mezzi e nella corsa indispensabile a vaccinare più persone possibili dovrebbe funzionare sette giorni su sette”.

Nulla di tutto questo. Telefono il sabato scorso e una voce registrata mi dice che il servizio è in funzione da lunedì a venerdì dalle 8.00 alle 15.00. Attendo mattina di lunedì 8 marzo e richiamo.

Questa volta mi risponde un’operatrice, gentilissima, che mi dice: “siamo in attesa di direttive quindi il servizio è sospeso mi dia i suoi dati, le faremo sapere”.

Riesco a fornire i miei dati, compresi delle patologie che mi fanno essere un soggetto fortemente a rischio in caso di covid e mi viene detto che sarò richiamato e, se, il servizio rientrerà nel pieno delle funzioni dovrò chiedere al mio medico curante di mandare al COT un “certificato” che attesti le mie patologie.

E’ così che il facente funzione Spirlì, il commissario Longo e i commissari dell’ASL hanno organizzato la campagna di vaccinazione per i soggetti fragili?

Con un servizio “semi clandestino” di cui si viene a conoscenza per caso e sconosciuto anche ai medici di base i quali ricevono richieste di certificazioni, attraverso i loro pazienti, da un servizio a loro sconosciuto? Come verranno gestite le “registrazioni” di chi ha appreso, per caso, dell’esistenza del C.O.T.? Quelli che non hanno conoscenza di questo servizio a chi devono affidarsi?

Questa grande trovata, sconosciuta ai più, non poteva essere evitata con una più semplice e funzionale circolare da mandare ai medici di base per chiedere loro elenchi dettagliati, dei pazienti disabili e di quelli con patologie, come del resto si sta facendo per gli ultra ottantenni?

Questo non avrebbe significato meno costi per un servizio che comporterà un traffico enorme di telefonate oltre che l’impiego di personale che potrebbe essere utilizzato per altri servizi. Spero che nel COT non vi siano infermieri, sottratti così alle unità operative, alle vaccinazioni, ai Pronto Soccorso, alle Usca e ai prelievi con tampone, servizi questi che sono da tantissimi mesi retti da personale con carichi di lavoro durissimi. E’ di questi giorni la vicenda, denunciata a Cosenza da una associazione di familiari di persone Down, soggetti fortemente a rischio che dovrebbero essere tra i primi vaccinati.

Abbiamo appreso attraverso la stampa che la nostra Asl ha giustificato il ritardo nella vaccinazione con il mancato ricevimento degli elenchi dei Down. Non ci è dato sapere chi doveva fare questi elenchi.

Li dovevano approntare i medici di base e questi hanno ricevuto una richiesta attraverso canali ufficiali? Li doveva approntare il C.O.T. e, in questo caso, le famiglie con persone Down sono state messe a conoscenza del servizio?

Siamo all’improvvisazione totale, inammissibile, quando si ha a che fare con la vita dei cittadini. Una situazione, questa, che in un servizio sanitario regionale depredato e saccheggiato da chi ha governato questa regione e dagli insipienti Commissari Straordinari che si sono succeduti, richiederebbe, lo capirebbe chiunque, una sinergia maggiore con i medici di base.

Una sinergia essenziale al fine di accelerare la vaccinazione dei soggetti fragili.

Non bisogna dimenticare che il numero maggiore di vittime in questa pandemia è stato tra le persone con patologie e sono soprattutto queste persone quelle che, purtroppo, affollano i reparti covid che, sono sempre con il rischio di non reggere a causa della carenza di posti letto e di personale.

Nella speranza che non si faccia strada anche da noi, come nella Lombardia governata dalla Lega, l’idea che la priorità nelle vaccinazioni va data ai cosiddetti “produttivi” con il disastro che questo comporterebbe per i malati cronici, i fragili, ecc.

Una vicenda questa sulla quale dovrebbe intervenire il ministero. Ricordo che questa regione è commissariata e il ministero ha l’obbligo di monitorare e di intervenire sulle scelte che si fanno in Calabria.

Luciano Rimini
Rifondazione Comunista