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Rubino: settimane di discussioni disgustose, si recuperi il senso del bene comune

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rosy rubino

Provate ad immaginare i pensieri di un giovane, di uno di quelli che è nato a Lamezia Terme magari dopo qualche decennio dalla sua costituzione, che è cresciuto in una città unica in attesa di essere unita veramente, che ne ha visto l’espansione, spesso sregolata e incontrollata, che ha ascoltato per anni e anni discorsi, magari bellissimi, sulla forza di Lamezia Terme, sul suo essere baricentrica, sulle vie di comunicazione, sul mare, insomma su tutto ciò che da sempre riempie le serate di campagna elettorale e non solo

Comunicato Stampa
E poi provate ad immaginare i pensieri di questo stesso giovane nelle ultime settimane di fronte ad una politica che mostra di se lo spettacolo pietoso di liti più adatte ad un condominio rissoso che ad una classe che si ritiene dirigente.
A leggere molte delle dichiarazioni inviate agli organi di stampa lo sconforto è immediato, evidente, incontenibile.
Emerge come molte di queste diatribe, che a volte scendono anche sul personale, siano fondate sull’egocentrismo di chi le alimenta pensando di essere lui e solo lui il migliore, il più grande, l’unico; è l’atteggiamento irritante di chi magari è bravo a parlare ma poi concretamente al di là della propria professione che ha fatto di concreto per la città?
Gente che si alimenta nel circolo vizioso della politica politicante, che non si rassegna a lasciare il passo trovando sempre il motivo di attacchi o polemiche pretestuose e pregiudiziali.

Il Consiglio Comunale è nuovo per la gran parte dei suoi componenti, all’interno di esso e soprattutto nelle commissioni ho scoperto ed apprezzato il ruolo e le competenze offerte dai miei colleghi e da molti consiglieri di opposizione e pur nella diversità di opinioni non ho veramente alcun problema ad affermare di essere fiera della loro amicizia.

Insomma, coltivo l’ambizione di vivere in una città normale, consapevole delle sue emergenze e dei suoi problemi ma anche responsabilmente capace di superarli grazie alle sue risorse; coltivo l’ambizione di vivere in una città in cui se due o più esponenti del consiglio comunale discutono e si trovano d’accordo non si sia in presenza di inciuci, progetti nascosti, prospettive non dichiarate.

Magari sono semplicemente d’accordo ed animati dalla stessa preoccupazione.

Che la situazione non sia semplice, infatti, dovrebbero saperlo anche i bambini e soprattutto coloro i quali occupano la scena politica da decenni o giù di lì, ci si riempie la bocca di discorsi su Lamezia Terme e poi l’unica cosa in cui costantemente ci si impegna è smentire il suo motto fondativo e che cioè a fare la forza è l’unione.

Siamo una città, una delle prime della nostra regione, e forse in molti che pretendono di essere classe dirigente dovrebbero smetterla di comportarsi come i protagonisti di una tragicommedia più adatta ad uno sperduto paesino di una irraggiungibile montagna. 

Infine è il caso di sottolineare, e lo dico consapevole della durezza dell’aggettivo usato, che molte delle discussioni che ho ascoltato e delle note che ho letto non sono state inopportune, sono state semplicemente disgustose per l’arroganza manifestata e per il malcelato tentativo di delegittimare chi, magari per la prima volta, ha scelto di dare un contributo alla città.

Speriamo che il caldo di questi giorni arrechi un beneficio, quello di sciogliere non le lingue ma le durezze di comportamenti che hanno poco senso e nessuna prospettiva.