Comitato Salviamo la Sanità: un’altra inaugurazione prossima ventura

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Ci risiamo. Con le elezioni politiche in vista torna in auge una ennesima inaugurazione del cosiddetto Centro Protesi INAIL (cosiddetto, perché ormai dal 2012 ha ufficialmente cambiato nome e connotati, essendo da ultimo diventato Polo Integrato ASP-INAIL).
Comunicato Stampa

Questa volta la novità è una insolita triangolazione bipartisan. La Giunta regionale di centrosinistra butta sul piatto l’ennesimo milioncino di euro per l’ennesia ristrutturazione in corso d’opera dei locali.
Un consigliere regionale di maggioranza fa approvare una leggina regionale per consentire che l’accreditamento come Reparto ospedaliero venga attribuito al Centro solo fittiziamente e prima ancora che siano avviati i previsti controlli.
Un deputato di lungo corso del centrodestra si sveglia dal letargo e fa approvare in fretta e furia un emendamento ad hoc della Legge di Bilancio che autorizza un INAIL ormai in fuga da questa avventura a promuovre qualche start up a cui poter affidare la gestione di quel che resta della sua partecipazione “all’operazine Centro Protesi”.
Così, partito come una struttura gemella del Centro INAIL di Budrio, quello di Lamezia si è via via trasformato in un generico Reparto di riabilitazione, abbandonato in mezzo alla seconda più grande aerea industriale del Mezzogiorno, senza alcun collegamento e alcuna sinergia con l’Ospedale di Lamezia e, soprattutto, senza più quell’officina per produrre e installare protesi che era lo scopo primario della sua istituzione.
L’emendamento parlamentare è però il vero colpo di genio. Prima si era consentito all’INAIL di scappar via facendogli concedere in subcomodato all’ASP (cioè alla Regione) i locali del Centro ricevuti in comodato dalla stessa Regione per poter così addossare al bilancio regionale i 180.000 euro all’anno di spese di gestione che per vent’anni l’INAIL ha buttato in questo buco nero.
Ora si completa l’opera consentendo all’INAIL di liberarsi di ogni attività di gestione con la promessa di promuovere (ma senza garanzia di dover realizzare) delle start up che svolgano le attività che quell’Istituto avrebbe dovuto svolgere nel Centro. Tutto per far finta che l’INAIL sia ancora dentro e si possa mantenere il brand elettoralistico di “Centro Protesi INAIL”.
Ci si chiederà cosa i triangolatori abbiano da guadagnarci. Un Reparto di 40 posti letto di riabiltazione ha bisogno ad occhio e croce d’una sessantina di nuovi assunti tra medici, infermieri, fisioterapisti, tecnici, ausiliari ed amministrativi vari.
E sessanta nuove promesse di posti di lavoro sono, in campagna elettorale, una manna dal cielo per chi ha la mano nel trasformarle in clientele.
Quel che ci perde Lamezia è tutta un’altra storia, che certo non è nei pensieri dei triangolatori. Si svuoterà il reparto di riabilitazione attivo in Ospedale e, quindi, avremo l’ennesimo svuotamento di funzioni del nostro nosocomio dove peraltro si trova una struttura apposita mai utilizzata.
L’ASP dovrà sobbarcarsi ulteriori spese e investimenti che sarà costretta a sottrarre ad altre strutture e non ci vuole un mago per prevedere che saranno risorse sottratte al nostro ospedale.
Mentre a Lamezia si pensa a trasferire strutture sanitarie in mezzo al nulla e con nessuna ricaduta economica e sociale per la città, a Catanzaro fanno giustamente ferro e fuoco per tenersi dov’è l’ospedale Pugliese-Ciaccio proprio per le enormi ricadute economiche e sociali che esso produce.
Ma si sa, diversamente dai quelli lametini, i politici catanzaresi oltre ai propri tornaconti hanno sempre pensato anche agli interessi della loro città.
Ne siamo certi. Ancora una volta nessuno replicherà. Ma come sempre non sarà per sdegnarci, bensì soltanto perché non avranno cosa dire.

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