Samarcanda: chiude l’anno sociale ma già si pensa al prossimo

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L’Associazione culturale Samarcanda ha chiuso il proprio anno sociale con una mostra d’arte raffinata e di altissimo profilo: sono stati esposti per tre giorni, in una mostra (curata dal critico d’arte Silvio Gatto e voluta dalla presidente Manuelita Iacopetta e dalla vicepresidente Michela Cimmino) diversi disegni e schizzi a matita appartenenti a Molina, Spatari, Boccioni, Pistoletto, fino a Dalì, De Chirico e Picasso.

Abbiamo scelto il disegno perché è come se fosse un omaggio al segno, come veicolo e come mezzo espressivo quasi immortale, sopravvissuto nei secoli” dice il critico Gatto “Sopravvissuto soprattutto al Novecento, perché sono artisti che appartengono al Novecento, l’epoca dove l’immagine è stata trasfigurata e distrutta, non per niente è l’epoca del Concettualismo e dell’Astrattismo. Abbiamo voluto in qualche modo mettere in mostra l’importanza del disegno anche nel Novecento: la china, la mina scura della matita, possono essere una protesi del pensiero, dell’artista, è un linguaggio estremamente potente e specifico.”

Il giovanissimo critico ha poi parlato brevemente di alcune delle opere esposte, come il disegno preparatorio del Sogno Di Giacobbe di Nik Spatari: “Questo è servito all’artista per riprodurre la sua opera più importante: sono una serie di bassorilievi attaccati, sospesi sulla volta di Santa Barbara, al Musaba. Si è servito di diversi personaggio storico biblici, ma anche di tanti altri che fanno parte della sua biografia personale

Qualche breve ma ricco accenno anche su una chicca di Picasso: “Questa è forse l’opera più interessante e curiosa della mostra: prima di tutto perché è datata, 1968, in alto a destra sul foglio, perchè fa parte di una collezione di 347 disegni e carte prodotte in sei mesi nel 1968 da Picasso in Francia. È stata fatta anche una grossa mostra a Cremona: questa scena è particolarmente interessante perché ritrae Raffaello con la Fornarina, modella e amante dell’artista, e possiamo vedere sulla destra il pittore con la modella e al centro una penetrazione, mentre intorno si snoda la scena con i due corpi. Si narra che Raffaello sia morto di sfinimento sessuale: sulla sinistra, da buon voyeur, c’è Papa Giulio II che si gode la scena ”.

Le tante attività culturali dell’Associazione Samarcanda riprenderanno dopo la pausa estiva.

Valentina Arichetta

 

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