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Sant’Anna Hospital: lo scontro di potere fra Longo e la Latella

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“Abramo e la politica annacano il pecoro con Spirli’ nelle sabbie mobili” afferma in una nota Alfredo Serrao, presidente dell’Associazione I QUARTIERI

 Un giorno sapremo se il commissario Longo ed i commissari Asp capitanati dall’ex prefetto Latella potranno essere ricordati nella giornata dei Giusti, che il 6 marzo abbiamo celebrato per la volontà espressa nel 2012 dal Parlamento Europeo. Essere “Giusti” si coniuga con un comportamento rispettoso della “giustizia”, quella che impone di non traccheggiare sulle risposte da dare ai cittadini, soprattutto quando si parla di salute.

La vicenda del Sant’Anna Hospital sta diventando un altro enigma nazionale e calabrese, un nuovo dossier per la Procura della Repubblica, dove oggi a noi non sembra che sia proprio il commissario Longo l’unico ed il solo presunto colpevole. C’è una linea di confine che distingue il carico di responsabilità e che porta dritti al palazzo dell’Asp di Catanzaro ed al “golpe” presunto giustizialista dell’ex prefetto Latella, basta guardare e leggere le carte.

Oggi siamo al paradosso: quello che Longo per firmare il decreto di accreditamento del Sant’Anna Hospital deve aspettare la “presa d’atto” dell’Asp di Catanzaro sul verbale dell’OTA(?) Qui, la burocrazia quella cattiva come il virus, celebra l’apoteosi della stupidità e della sua pericolosità rispetto ad una risposta di salute. Ma, è qui che capiremo fino a che punto le responsabilità, che magari sarà la Magistratura ad accertare, restano nel chiuso delle stanze dell’Asp di Catanzaro, che ci piace sempre ricordare al commissario Latella, è stata sciolta per mafia…

In questa commedia del macabro il sindaco Abramo ha preferito unitamente al presidente del Consiglio comunale Polimeni, saggiamente(?) di evitare intromissioni sul percorso tecnico finalizzato all’accreditamento dell’importante centro cardiochirurgico qual è il Sant’Anna Hospital. Insomma sono rimasti alla finestra a guardare, mentre gli amici dell’Asp continuavano e continuano a smontare, non si capisce per quale motivo, ogni buona azione di quel management aziendale, che anche Abramo riconosce come capace e non certamente criminale, secondo il lessico di Via Cortese.

Scoprire che oggi, lunedì ci dovrebbe essere un nuovo incontro “di intenti” fra il sindaco Abramo – che ogni tanto si ricorda di essere la massima autorità sanitaria – il presidente del Consiglio Polimeni, i capigruppi comunali “sbandieratori” del nulla, il commissario Longo ed i consiglieri regionali di Catanzaro, francamente ci lascia sorridere. Sì, perché tolta la buona volontà e la caparbietà di Francesco Pitaro, tutti gli altri hanno fatto scenografia come le piante che generalmente fanno arredamento, mute per contratto. Lo stesso atteggiamento di silenzio dei commissari Asp, che mancherebbero alla riunione del sindaco Abramo anche se invitati nella malsana considerazione di sedere fra criminali, partendo dall’assunto che fuori dalle loro stanze dell’Asp, il resto è mafia, magari la stessa che nell’accezione locale si chiama ‘ndrangheta ed ha permeato il loro palazzo, secondo quanto hanno consolidato le azioni del Procuratore Gratteri. Nessuno ha seriamente ed in concreto proferito parola! Tutti hanno continuato a guardare e continuano a farlo, salvo qualche cinguettio da comunicato stampa quelli che non dicono niente, come ad esempio: se c’è una volontà non detta di coprire quanti stanno tentando di comprare la clinica Sant’Anna con un tozzo di pane!

Chi sono i responsabili? Chi sono i mandanti? Ma, soprattutto chi sono i complici? Chi c’è dietro il cartello del potere sanitario?

Questo sono le risposte che ci interessano e che interessano ai cittadini catanzaresi e calabresi che hanno bisogno di salute e che, sentono i presunti nomi rimbalzare fra le strade e fra le stanze dei palazzi. Sia il sindaco Abramo, quello che aveva vestito la corazza e sguainato la spada contro le complicità sanitarie, quelle che resistono proprio nell’Asp di Catanzaro,  house mafia(?) a depositare le denunce che aveva minacciato: scopriremo così quali sono le strutture, magari degli amici, che non hanno le prescrizioni che ad altri – il Sant’Anna Hospital – sono state imposte come fa il cravattaro e, comunque assolte.

Non c’è via di fuga, ormai. Al commissario Longo faremo dono delle penne necessarie per la firma che libera la speranza e la professionalità del Sant’Anna Hospital, ma a tutti gli altri, inclusi i politici double face, regaleremo una gomma per cancellare… Quella che servirà alla politica, Spirlì incluso, di cancellare esperienze drammatiche come quella del direttore generale Bevere e degli altri vagabondi – molto interessati(?) – del Dipartimento alla Salute. La storia ed il futuro merita di essere riscritto, senza poter usare purtroppo la ghigliottina!