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«Santu ‘ncchjìasa e ddìavuli ‘ncasa»

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«Santo in Chiesa e diavolo in casa!» Espressione adoperata, solitamente, per qualificare colui che professa princìpi moralmente ineccepibili che, malgrado la partecipazione formale al Banchetto eucaristico di Domenica, nella vita privata tiene comportamenti da dissoluto

Di un tipo siffatto gli Antichi Romani erano soliti dire: «Curium simulat et Bacchanalia vivit» («si presenta sotto l’aspetto di M. Curio Dentato e, poi, vive disonestamente»): un modus essendi che ci segue da molto tempo, a ben vedere, allora! Insomma, una psicologia inversa e perversa ammantata di una parvenza di rettitudine irreprensibile. Come non ricordare, a questo punto, l’apostrofe di Gesù indirizzata agli scribi e ai farisei (Matteo, cap. 23, vv. 27 e 28:

«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all’esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume. Così anche voi apparite giusti all’esterno davanti agli uomini, ma dentro siete pieni d’ipocrisia e d’iniquità».

Che dire di questi se non che sappiano vendere fumo (espressione, quest’ultima, presente in Marziale Ep. 4, 5, 6, «potes…vendere nec vanos circa Palatia fumos, oltre che in vari passi dell’Historia Augusta a proposito delle vite di Eliogabalo, Alessandro Severo, Elio Lampridio ed Antonino Pio») tra i buoni odori dell’incenso?

A volte l’odor di santità puzza tantino di zolfo: perciò, stiamo in guardia! Per costoro, invece, vale il pensiero dantesco Per la puntura de la rimembranza, Che solo a’ più dà de le calcagne: quante volte la versione dei fatti può portare ad una con-versione!? Ce lo auguriamo per loro, perché no!?

Prof. Francesco Polopoli