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Scandalo Calabresi nel mondo, tra gli indagati l’ex deputato Galati

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Pino Galati Scandalo Calabresi nel mondo

Calabresi nel mondo, scoppia lo scandalo. Tra gli indagati l’ex parlamentare di origini lametine Pino Galati, Giuseppe Antonio Bianco e Mariangela Cairo.

Scoppia lo scandalo Calabresi nel mondo. I carabinieri del Nucleo investigativo di Catanzaro hanno notificato a tre indagati un decreto di sequestro preventivo emesso dal Gip del tribunale di Catanzaro su richiesta della procura. Le tre persone al centro dell’inchiesta sono ritenute responsabili a vario titolo di abuso d’ufficio, falsità ideologica e peculato. Gli indagati sono l’ex parlamentare lametino Pino Galati, 57 anni, coinvolto nell’inchiesta in qualità di presidente della Fondazione. L’ex deputato, candidato nel partito di Noi con l’Italia-Udc è stato bocciato dagli elettori alle ultime politiche del 4 marzo; per Galati la procura di Catanzaro aveva chiesto l’arresto non concesso dal Gip.

Gli altri due indagati sono Giuseppe Antonio Bianco, 67 anni, segretario della fondazione “Calabresi nel mondo” nonché dirigente ad interim del settore Affari generali della presidenza della Regione Calabria, ora in pensione; e Mariangela Cairo, 48 anni, segretario generale della fondazione “I Sud del mondo” e collaboratrice della fondazione “Calabresi nel mondo”. Le indagini si muovono nell’ambito dell’attività volta al contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione. Gli inquirenti avrebbero dunque acclarato la responsabilità degli indagati “in merito alla distrazione di fondi comunitari destinati alla fondazione Calabresi nel Mondo, ente in house della Regione Calabria, attualmente sottoposta a procedura di liquidazione.

L’inchiesta, coordinata dalla procura di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri, evidenzia una gestione “clientelare” delle assunzioni, con la paventata violazione delle norme in materia, ma anche la violazione dello Statuto della fondazione nella parte in cui prevedeva la gratuità degli incarichi di presidente, con la corresponsione di emolumenti senza il vaglio della giunta regionale.
Un terzo aspetto delle indagini riguarda il rapporto tra la fondazione “Calabresi nel mondo” e la fondazione “I Sud del mondo”, di cui Galati è stato pure presidente.