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Scofield-Medeski: due giganti del Jazz a Scolacium

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foto di Angelo Maggio

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A Scolacium s’è scritta un’altra bellissima pagina calabrese

Ne è passato di tempo da quando John Scofield debuttò sulla scena ufficiale del jazz nella formazione di George Duke, insieme al batterista Billy Cobham e ad Alphonso Johnson (fra le altre collaborazioni – bassista di Pino Daniele negli LP Bella’Mbriana e Musicante). Era il 1969 quando John si avvicinava al jazz, lo stile a cui tutti gli altri generi, come l’R&B e il Soul che erano le forme musicali di sua provenienza, volevano contaminarsi. In quegli anni l’informe impasto di note veniva etichettato come jazz-rock.

Scofield, approdato sulla scena newyorchese, incontrava Dave Liebman e Steve Swallow; quest’ultimo – contrabbassista e successivamente bassista elettrico fra i più importanti della galassia jazz che vantava longeve collaborazioni con Art Farmer e Roy Haines – lo influenzerà non poco. Esperienza, quella con Stallow, che forgerà molto John Scofield, tanto da rilasciargli il passaporto per entrare nella formazione del dignitario del jazz, ovvero di Miles Davis. Da lì in poi percorrerà una lunga strada costellata da successi che lo condurrà fino al concerto di Scolacium.

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foto di Angelo Maggio

Atmosfera intimistica quella vissuta ieri sera dal pubblico d’intenditori accorso nello scenario più importante che la Calabria offre al mondo della grande musica. Scofield è accompagnato dal tastierista e compositore John Medeski, storico membro del trio Medeski, Martin and Wood; ieri sera però, rompendo gli schemi, preferisce il pianoforte all’hammond. L’esecuzione della setlist (tra gli altri Otis, Chi Chi di Charlie Parker, Angel of Death e Pretty Out) ha offerto un dialogo intenso, in cui, seppur il linguaggio parlato è stato quello universale della musica, sono entrate numerose inflessioni “dialettali”: il blues, il jazz, il country e il rock. Dialogo a tratti vibrante e spigoloso con Medeski molto percussivo e Scofield graffiante, ma anche lirico e dolcissimo nell’esecuzione delle ballads.

Un’intesa piena di disponibilità rivelatasi nel continuo interscambio nel ruolo di sezionista ritmico che ha condotto il pubblico d’Armonie d’Arte per mano al bis conclusivo in cui, il duo Scofield – Medeski rendeva omaggio ai Beatles con l’esecuzione di Julia, ballata contenuta nel cosiddetto “Album Bianco”, scritta da John Lennon e dedicata a sua madre, Julia Stanley, prematuramente scomparsa quando egli aveva soltanto 17 anni. E intanto a Scolacium s’è scritta un’altra bellissima pagina calabrese!

Foto di Angelo Maggio

Tommaso Colloca

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