Lunedì 3 Agosto 2020

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Lamezia, sindaco Mascaro: “Non scioglieranno il Comune per mafia”

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Sindaco Paolo Mascaro

Conferenza stampa del sindaco Paolo Mascaro

LAMEZIA. Si è presentato con al fianco la sua maggioranza il sindaco di Lamezia Terme Paolo Mascaro, durante la conferenza stampa indetta in via Perugini, pronto ad affrontare una serie di punti cruciali, primo fra tutti l’attività portata incessantemente avanti a contrasto della criminalità e a difesa dei principi di buona amministrazione.

“Un atto doveroso – dice Mascaro – da parte di un’amministrazione trasparente che ha l’obbligo ed il dovere di confrontarsi con la sua comunità nel momento in cui accadano momenti di particolare interesse”.

C’è il bisogno di chiarire anche e soprattutto a seguito della notizia della richiesta di scioglimento, la terza, del Comune di Lamezia Terme per infiltrazione mafiosa, richiesta già su tavolo del ministro dell’Interno. Risulta doveroso quindi per il primo cittadino rendicontare ai propri cittadini cosa la maggioranza di governo ha fatto in questi anni “perché sono proprio i cittadini a doversi fare giudici di quello che è l’operato dell’amministrazione comunale”.

Ci tiene quindi Mascaro a indicare quali siano stati fino a ora gli atti a contrasto della criminalità organizzata, iniziando proprio da un punto in particolare: “la relazione della commissione antimafia 2016 dice che un elemento indicativo di un amministrazione condizionata è l’omissione di volontà da parte degli amministratori di enti locali di impedire la destinazione sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata per favorire l’egemonia delle cosche, il controllo del territorio ed il prestigio delle cosche medesime”.

Ebbene, “mentre qui noi stiamo parlando – tuona risoluto Mascaro – nell’altro palazzo alle ore 13 scade il termine affinché si possa presentare la domanda per l’assegnazione di tre beni confiscati del valore di un milione di euro, tre beni confiscati nel cuore di Lamezia Terme simbolo del contrasto di questa amministrazione alla criminalità. Si continua su indirizzo di questa amministrazione a combattere e contrastare la mafia”.

Non si ferma Mascaro che ci tiene anche a ribadire come oltre a questi beni l’amministrazione comunale in due anni abbia accelerato le pratiche per ben 21 beni confiscati. Ricorda inoltre le varie circostanze in cui il Comune si è costituito parte civile in numerosi processi in cui la città figurava come parte offesa, cercando sempre di colpire il cuore della criminalità.

Con questo come anche con semplici ma essenziali gesti simbolici: “avevamo l’obbligo di intitolare il parco Gancia a Tramonte e Cristiano, perché anche l’atto simbolico, quando accompagnato ad atti veri, diventa il corollario necessario”. Cita anche il Festival Trame, festival dei libri sulle mafie, come uno dei pochi ed importanti eventi che hanno la necessità di essere finanziati per l’importanza sociale che rivestono.

La commissione antimafia troverebbe quindi nella città di Lamezia Terme l’esatto opposto di ciò che solitamente compie un’amministrazione, anche solo indirettamente, condizionata dalla mafia.

Noi non abbiamo paura di niente e di nessuno, noi la criminalità la contrastiamo con in fatti e mettendoci la faccia! – e aggiunge – “ho eliminato un arbitrio che era stato concesso alla precedente amministrazione. Abbiamo cercato di inserire delle regole nelle quali l’amministrazione è pura, nell’interesse del cittadino. Abbiamo ripristinato le regole della buona amministrazione che deve eseguire ciò che è giusto senza guardare in faccia nessuno”.

Non ci sta il sindaco Paolo Mascaro che condanna i gesti e le parole di chi tenta invece di infangare il lavoro dell’amministrazione attuale, mettendo in moto quella da lui definita come la macchina del fango, “potranno fucilarmi ma io andrò avanti, le giuste battaglie sono immortali, ma solo su questi atti potete contestarci”.

Spazio ai chiarimenti sugli argomenti di stretta attualità quali le polemiche sollevate su Piano spiaggia, che non poteva essere modificato perché entrato in vigore già prima della sua carica, e REU PSC oltre che gli intendimenti prossimi e futuri della maggioranza di governo cittadino. In particolare sul PSC il sindaco della piana ribadisce quanto sia importante approvarlo, “guai a chi non vuole approvare il PSC! Sarebbe come far morire Lamezia”.

Sull’ipotesi scioglimento il primo cittadino non usa mezzi termini affermando che, in un momento storico e politico come questo in cui ci si sta giocando la partita decisiva, “ci si sta giocando anche il futuro dei prossimi 30 anni della città. Oggi lo scioglimento del nostro Comune sarebbe attacco al cuore della democrazia, ma sarebbe anche la morte del nostro territorio.

Si gioca il futuro dei nostri nipoti e se arriverà la fredda gestione commissariale saranno i nostri nipoti un giorno a piangere, perché Mascaro passa ma il massacro resta”, ma aggiunge, con l’ottimismo che spesso lo contraddistingue e di cui egli stesso si fregia, “questa amministrazione, questo sindaco, questi consiglieri comunali vanno avanti con determinazione assoluta. Non si fermano e non si fermeranno perché abbiamo il dovere di andare avanti”.

Non solo, il sindaco cita anche alcuni comuni calabresi, come San Sostene, nei quali nonostante la richiesta sfavorevole della commissione d’accesso non si è giunti allo scioglimento, e nonostante questi casi presentassero in realtà tutti i presupposti per essere sciolti. Esempio questo a sostegno delle sue tesi che vogliono il Comune di Lamezia fuori dal pericolo dello scioglimento, sempre a seguito delle dovute verifiche però.

E anzi lo stesso Mascaro si era proposto di essere ascoltato dai componenti della commissione proprio per chiarire eventuali dubbi sulla sua posizione e su quella di tutta la giunta.

“Non troveranno – conclude Paolo Mascaro – un atto nel quale si possa dire che la criminalità organizzata ha condizionato l’agire amministrativo e se dovessero farlo in 10 minuti riuscirò a dimostrare che è stato indicato in maniera errata. Vogliono mandare via un’amministrazione scomoda, ma noi abbiamo la serenità della buona coscienza. Io sono certo che Lamezia non verrà sciolta”.

V.D.