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Sirianni: Calabresi sapranno ben usare l’arma del voto

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caterina sirianni
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Tra gli undici dirigenti calabresi ad aver lasciato, in aperta polemica, il partito, l’ex coordinatrice provinciale catanzarese di Italia Viva Caterina Sirianni risponde alle nostre domande

Cosa ha causato lo strappo nel partito di cui era coordinatrice provinciale?

La mia personale storia politica credo sia sotto gli occhi di tutti ma per chi non lo sapesse ho sempre militato nel centrosinistra, per ideologia e perché ne ho sempre sposato i valori per cui è nato questo polo, proiettandomi sempre verso la politica con passione ma soprattutto ritenendola un dovere. Per passione e per dovere, un’idea della politica che oggi sfugge ai più noti – in particolar modo a livello territoriale – e per impegno. Lontana dai rumori dei riflettori, della spettacolarizzazione del nostro tempo, ma affrontandole “de visu” con coerenza e determinazione. Il nostro territorio è ormai risaputo, vittima di mal governo, paga lo scotto peggiore e precisamente quello di essere stato abbandonato a sé stesso. E gli stessi “fautori” di questo abbandono si presentano ancora imperterriti al cittadino calabrese e chiedono di essere eletti ad incarichi istituzionali accompagnati, consapevolmente, dalla loro fetta di responsabilità.

Cambieranno qualcosa le prossime elezioni regionali?

Voglio ancora credere che noi Calabresi, con la dignità che ci contraddistingue, faremo buon uso dell’arma in nostro possesso, quella del voto, e sapremo riscattaci il prossimo ottobre, quando saremo chiamati alle urne.

Cosa l’ha spinta a rinunciare al suo ruolo all’interno di Italia Viva?

Ho lasciato il ruolo da coordinatrice provinciale Catanzaro di Italia Viva perché sono venuti meno completamente i principi su cui era stato fondato il partito renziano. Inclusivita’, riformismo e discontinuità politica. Ho riscontrato soltanto imposizioni dirigenziali e non di poco conto verticismo convulsivo.

Cosa risponde a chi non ha visto di buon occhio la sua decisione di lasciare il partito?

Le mie scelte future, sono e resteranno all’interno del centrosinistra, da attivista politica per il momento, senza se e senza ma. A riprova di ciò volevo ricordare che sono seduta al tavolo del “Nuovo Centro Sinistra”, per le amministrative prossime del capoluogo di regione, Catanzaro, da più di un anno. Dove insieme alle altre forze politiche( Csx) e movimenti civici stiamo lavorando con impegno, proponendoci uniti e coesi, alternativi all’attuale classe politica in carica. Circa un mese fa abbiamo stilato la Carta dei Valori e dei Principi su cui verte il nuovo Centro Sinistra Catanzaro. Nuova classe dirigente moderna, competente e presentabile. E se ci siamo riusciti a livello comunale, con determinazione, rimango del parere, con altrettanto convinzione del fatto che anche a livello regionale si possa iniziare a lavorare in tale direzione. Almeno questo è il mio auspicio, personalissimo.

Cosa ne pensa della candidatura della Ventura?

Ci sono delle discrepanze, non lo nascondo, perché io stessa avevo avallato da subito la candidatura alla presidenza regionale di Nicola Irto; nulla da togliere alla candidata scelta Maria Rita Ventura. Credo però che quella di Irto avrebbe segnato una sorta di passo verso la rinascita a livello partitico riferendomi al partito democratico e come buon timoniere, in queste cordate elettorale per l’intero centro sinistra. Giovane, dinamico e politicamente parlando, dotato di altissimo spessore. Ribadisco il concetto già detto, nulla da togliere alla dott.ssa Ventura che conto di incontrare nei prossimi giorni, certa del fatto che date le sue doti imprenditoriali non mancherà a saper dare un forte contributo, concreto, alla nostra tanto dilaniata terra.

E’ prevista una sua futura candidatura?

Nessuna mia personalissima candidatura, ma pieno appoggio alla coalizione del centrosinistra. E come fu definito il mio padre politico Enrico Berlinguer, “il politico della questione morale e della via italiana al socialismo”, voglio continuare a perseguire il mio cammino, anche se per qualcuno gli “idealismi”, non esistono più, per me resteranno sempre punti fermi.

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