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Soverato. Its Cadmo, al via i corsi di alta formazione

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ITS Cadmo la nuova realtà del panorama formativo calabrese.

La Fondazione Cadmo ITS ICT (promossa dall’ITT Malafarina di Soverato, l’UNLA CCEP di Lamezia Terme, il Comune di Soverato, l’Università della Calabria, la Società Cooperativa Midia A R.L., l’Associazione Cristiani Artigiani Italiani, la società FD S.R.L.,  la Rete Associativa Nazionale “Italia Educativa”, L’Associazione VETA WEB, il Ciofs FP Calabria, la Banca Di Credito Cooperativo di Montepaone) muove i primi passi nell’ambito della Formazione superiore presentando i nuovi percorsi e ampliando l’orizzonte formativo della Regione Calabria. Orgoglioso il sindaco Ernesto Alecci nel presentare questa “opportunità per i giovani in una regione che ha sete di lavoro”.

Il dirigente dell’ITT Malafarina di Soverato prof. Domenico Agazio Servello interviene affermando che finalmente si “realizza un sogno”, anche in Provincia di Catanzaro nasce il Primo ITS con sede a Soverato, ma sottolinea che non saremo egoisti nel pensare al solo territorio di Soverato. L’idea è quella di coinvolgere tutti i ragazzi della Regione Calabria e auspica che la Regione possa intervenire per consentire ai ragazzi tutti di poter risiedere nei luoghi dove sarà effettuata la formazione, favorendo laa mobilità all’interno della regione e, perché no, fuori regione.

Sulla stessa linea l’assessore regionale Sandra Savaglio che parla di una “grandissima opportunità per i giovani che vogliono lavorare”. L’Assessore aggiunge che gli ITS sono un percorso vincente, in Germania lo sono e lo possono e devono diventare anche in Calabria. RESIDENZE

La soddisfazione e le aspettative della Regione Calabria sono state marcate anche dal Dipartimento della presidenza attraverso l’intervento del Public Manager Menotti Lucchetta che, avendo seguito il rinnovamento e l’ampliamento dell’offerta ITS, evidenzia come gli ITS, per la loro stessa natura, possano essere la soluzione alle tre asimmetrie del mercato del lavoro, vale a dire la debolezza della correlazione tra le competenze che servono alle imprese e ciò che produce il sistema formativo (asimmetria delle competenze), la mancanza di profili nei luoghi in cui le imprese hanno esigenza (asimmetria geografica) e la mancanza di allineamento del sistema formativo che le necessità delle imprese in quel momento (asimmetria cronologica).

 

Molto interessante l’intervento di Alessandro Mele, presidente dell’associazione Rete Fondazioni ITS Italia, che ha introdotto le opportunità offerte dal PNRR auspicando l’utilizzo di parte dei fondi per rivitalizzare il patrimonio immobiliare attraverso le azioni di sostegno degli ITS. Ha poi esposto le principali direttrici di lavoro per il miglioramento complessivo dell’offerta. In primis l’ampliamento del numero dei percorsi in maniera tale da rispondere in maniera più puntuale alle esigenze delle imprese (marcando, a tal proposito, la presenza di Comau, leader mondiale nell’automazione industriale, nei percorsi proposti dall’ITS Cadmo) e in secundis si sofferma sul placement dove si sta lavorando per sviluppare anche l’autoimprenditorialità. In questa prospettiva, è anticipato il lavoro con il Microcredito italiano per lanciare contributi specifici per gli ITS. In chiusura il Presidente ha detto di avere molte aspettative e che nei giorni scorsi ha accennato di Cadmo al Ministro Bianchi che si è dimostrato entusiasta dell’iniziativa e di avere, a sua volta, importanti aspettative.

Grande entusiasmo ha destato l’intervento di Giulio Genti della Fondazione ICT Piemonte. Ha esordito dicendo “fare un buon lavoro è impegnativo, ma dà grandi risultati”. La Fondazione compie fra poco dieci anni iniziando con 30 utenti per arrivare agli attuali 300. I corsi sono 30 e più della metà (quasi tutti quelli erogati) sono entrati in fase di eccellenza. Continua dicendo che è strategico investire negli ITS perché sono caratterizzati da dinamicità e quindi in grado di cambiare in funzione di quello che richiede il mercato del lavoro, agile abbastanza per poter porre in essere i cambiamenti; quindi gli ITS “leggono i cambiamenti, si adattano e restituiscono le competenze in un tempo rapidissimo rispetto agli altri sistemi”. In chiusura marca l’esigenza di alleanze tra Fondazioni e del rapporto con i referenti istituzionali.

Importanti i contributi delle aziende rappresentative del nutrito gruppo di aderenti alla Rete stage dell’ITS Cadmo. Ezio Fregnan (Comau) ha evidenziato il nuovo “perimetro formativo” giovani/scuola/azienda soffermandosi poi sul gap tra il cambiamento tecnologico e il cambiamento organizzativo e su come questo sia una fortuna per i giovani in quanto rappresenta un’enorme opportunità di inserimento (grazie anche a iniziative come gli ITS). Alessio Ciardini (IT Partner Italia) si sofferma sul dislivello tra le professionalità richieste dal mercato e l’offerta del mercato del lavoro, mettendo in risalto come il livello di flessibilità dell’ITS consente di rispondere meglio alle esigenze della società. Il referente si rivolge poi ai ragazzi sottolineando come le competenze legate all’IT offre anche l’opportunità di poter andare dappertutto (worldwide). Remo Pomposini (Sinapsys Srl, gruppo Maggioli) mostra quanto sia “grosso il bisogno di digitalizzazione e il trend crescente della stessa”. Servono risorse formate da inserire subito e l’ITS risponde perfettamente a questa urgenza. Come se non bastasse, pone sul piatto un’altra questione che rende questa urgenza ancora più rilevante: il processo di transizione della digitalizzazione verso il cloud. Vincenzo Morello (Desme Digital srl) conferma le esigenze di competenze e manifesta il suo entusiasmo per avere in Calabria un luogo dove i ragazzi possano crescere e specializzarsi; è una circostanza utile e gradita, si va verso la Calabria 4.0.

Il docente Paolo Pugliese dell’Università della Calabria fa risaltare l’assenza di “competizione” tra Università e ITS, per via del diverso indirizzo di questi ultimi che hanno la finalità di creare il Tecnico per l’industria. L’Università invece “crea il cittadino e la persona competente, la persona pronta a imparare”, non c’è sovrapposizione. Emerge dall’intervento come oggi gli ITS abbiano un quadro normativo che consente di associare un reale valore e una reale spendibilità sul mercato del diploma ITS.

Il professore Pasqualino Serra, Presidente della Fondazione Cadmo ITS ICT, visibilmente emozionato parla dell’evento come “punto di partenza” di un percorso destinato a dare un importante contributo al sistema educativo regionale. Sottolinea le difficoltà che si stanno incontrando nell’allestimento e nell’organizzazione per via della situazione pandemica e per via del fatto che si sta partendo “squattrinati”, ossia senza la dotazione iniziale che ha caratterizzato la partenza dei precedenti ITS. Il Presidente continua dicendo che comunque si va avanti grazie alla passione e al contributo dei Fondatori e di quanti stanno sposando il progetto e che comunque non ci si arrende nella ricerca di fondi nell’ottica del continuo miglioramento di quanto sta per iniziare. Nei prossimi giorni usciranno i bandi dei tre percorsi (Tecnico Superiore programmatore 4.0, Tecnico Superiore cloud specialist e Tecnico Superiore security specialist) che partiranno il prossimo settembre e si concluderanno entro giugno 2023. I percorsi partiranno insieme e prevedono 1.800 ore di formazione ciascuno e sono caratterizzati dalla convergenza delle competenze della scuola, della formazione professionale e delle imprese. Il taglio è molto pratico grazie all’ampia percentuale di ore dedicate all’attività di stage e alla forte presenza (almeno il 50%) di “professionisti che insegnano”. Il completamento del percorso confluirà nel rilascio del diploma corrispondente al V livello EQF.

Ulteriori informazioni possono essere richieste sin da subito all’indirizzo e-mail itscadmo@libero.it in attesa dell’imminente uscita dei bandi ed al sito web in allestimento all’indirizzo :  www.itscasdmo.it. 

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