Calabria: Statale 106, D’Ippolito e Sapia (M5S) rispondono a Bruno Bossio (Pd)

In Politica On

“Il governo e le forze che lo compongono non c’entrano nulla con lo stallo dei lavori”, è quanto affermano i deputati 5 Stelle

Di seguito la nota stampa:

«Il governo e il Movimento 5 Stelle non c’entrano affatto con lo stallo dei lavori di ampliamento della Statale 106, con buona pace della deputata del Pd Enza Bruno Bossio, che ancora una volta ha utilizzato strumentalmente un provvedimento dell’esecutivo, cioè il decreto Sbloccacantieri, del tutto estraneo all’opera, per raccontare una storia diversa dalla realtà e alimentare polemiche e cronache fantasiose, di parte».

Lo affermano, in una nota, i deputati M5S Giuseppe d’Ippolito, che in commissione Lavori pubblici ha contribuito alla definizione dello Sbloccacantieri, e Francesco Sapia, eletto nel collegio uninominale di Corigliano-Rossano.

«Al contrario – proseguono i parlamentari pentastellati – della narrazione di Bruno Bossio, questo decreto contempla soltanto nuove regole generali e modalità operative in tema di lavori pubblici: per bloccare le infiltrazioni criminali, per chiudere gli eventuali contenziosi fuori dei tribunali, per fermare lo strapotere che finora hanno avuto i concessionari autostradali, per consentire interventi già finanziati a vantaggio dei cittadini, per esempio ai fini della messa in sicurezza di strade e scuole, e per tanto altro ancora».

«Il provvedimento – proseguono i deputati M5S – non riguarda le opere da realizzare e dunque la vicenda della 106, diversamente da quanto ha lasciato intendere la collega Bruno Bossio. Noi non siamo contrari all’ampliamento della Statale ionica, e lo diciamo con chiarezza. Oltretutto il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, ha già detto che la stessa va fatta.

Nello specifico, il problema – concludono D’Ippolito e Sapia – è, come ha ricordato la collega 5 Stelle Elisabetta Barbuto, che nello scorso marzo Anas ha comunicato che il contraente generale Sirjo aveva richiesto uno slittamento di 3 mesi per la consegna del progetto esecutivo dei lavori del III megalotto, a causa di certificate difficoltà finanziarie della società Astaldi, pur con l’impegno di recuperare il ritardo nella riferita consegna in fase di realizzazione dell’opera, così mantenendo invariato il tempo complessivo stabilito nel contratto».

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