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La storia della Cattedrale di Nicastro nel libro di Iannicelli

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Iannicelli Rimedio D'Elia Villella Cittadino - LameziaTerme.it

Iannicelli Rimedio D'Elia Villella Cittadino

di LINA LATELLI NUCIFERO

Iannicelli Rimedio D'Elia Villella Cittadino - LameziaTerme.it
Iannicelli Rimedio D’Elia Villella Cittadino

La storia della Cattedrale di Lamezia Terme è raccontata nel libro “La Cattedrale di Nicastro” del giornalista Massimo Iannicelli il quale, dopo circa venti anni di studi scientifici e accurate ricerche,  porta a compimento un imponente lavoro su un patrimonio storico-religioso affinché la sua memoria non cada nell’oblio ma sia tramandata, specie, alle nuove generazioni che «sapranno rilanciare  ai posteri con altrettanta amorevolezza e passione» come ha commentato lo stesso autore.

Copertina libro Iannicelli - LameziaTerme.it
Copertina libro Iannicelli

Il libro è stato presentato, durante un incontro moderato dal giornalista Salvatore D’Elia, nella stessa Cattedrale di Lamezia Terme nel corso della novena dedicata ai  Santi Pietro e Paolo, patroni della città e della Diocesi lametina.
Partendo dal terremoto del 27 marzo 1638, che distrusse quasi interamente la cattedrale normanna di Nicastro, fatta erigere dalla principessa Amburga nel 1100 e consacrata da Papa Callisto II, Massimo Iannicelli ripercorre le tappe storiografiche più salienti  della Cattedrale che si intrecciano con le vicende politiche, economiche e militari del territorio.
«Un libro – ha affermato l’autore – che colma una lacuna nel racconto della storia delle nostra Chiesa diocesana e della nostra città» e che «non pretende di essere esaustivo»  ma «è sempre aperto  a nuovi contributi».

Scorrono veloci nell’opera le biografie dei vescovi di Nicastro  tra cui il vescovo Tommaso Perrone, che iniziò a ricostruire la cattedrale dopo il sisma che mieté più di mille vittime, il vescovo Berlingieri, che donò alla Cattedrale tutte le rendite della sua mensa e distribuì mille ducati ai poveri di Nicastro e di Martirano, e, tra quelli più recenti, il vescovo emerito della Diocesi di Lamezia Terme Vincenzo Rimedio e il vescovo attuale Luigi Cantafora, tutti impegnati a custodire la cattedrale cercando di mantenere integra nel tempo la sua antica bellezza con interventi di restaurazione o conservazione sia della struttura che delle opere d’arte molte delle quali sono andate perdute.

Nella sua dettagliata relazione lo storico Vincenzo Villella, oltre a definire le cattedrali «scrigno di bellezza dove il Dio invisibile si rende visibile», ha illustrato la storia delle due statue, collocate sulla facciata delle cattedrale, che ricordano i due vescovi della Diocesi di Nicastro, Giovanni Antonio Facchinetti e Marcello Cervini degli Spannocchi, diventati poi Papi rispettivamente con i nomi Innocenzo IX e Marcello II. Quest’ultimo per l’apertura del suo pensiero alle istanze moderne e la vicinanza alla gente ricorda l’attuale Papa Francesco.

Parole di apprezzamento per questo lavoro anche da parte del vescovo emerito Vincenzo Rimedio che, per più di vent’anni ha guidato la Diocesi di Lamezia Terme in qualità di vescovo e che, nel suo intervento, ha evocato i momenti della sua vita legati al suo episcopato e all’evolversi della  storia della Cattedrale. «Penso – ha detto – ai congressi eucaristici, ai sinodi diocesani, alle tante occasioni di incontro con i fedeli in questa che è la Chiesa madre di tutta la Diocesi».

Anche il parroco della Cattedrale don Carlo Cittadino ha riconosciuto il valore storico, religioso ed artistico del lavoro di Massimo Iannicelli ed ha sostenuto che «la Cattedrale è il luogo dove il vescovo esercita la sua carità ed è il segno dell’unità della Chiesa diocesana».

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