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Tavella alla Santelli: stabilizzare il personale sanitario precario e fare nuove assunzioni

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rosa tavella

Riceviamo e pubblichiamo lettera aperta dell’ex consigliera regionale Rosa Tavella alla presidente della Regione Calabria Jole Santelli

Gentile Presidente Santelli,
non le sarà certamente sfuggito che l’emergenza coronavirus, insieme ai tanti danni e drammi che ha portato con sé, ha almeno fin qui restituito alla parola sicurezza, tanto abusata dai suoi alleati di governo contro qualcuno, il suo significato civile di protezione sanitaria e sociale, ambientale, nei luoghi di lavoro;ha messo a nudo, anche per chi ha sempre preferito non vedere e non sapere, il nesso profondo tra rischi per la salute, malattie e adeguatezza dei sistemi sanitari, livello di inquinamento dell’aria, dell’acqua, dei terreni di coltivazione, degli animali di allevamento che finiscono sulle nostre tavole, dei rifiuti che in quantità enorme continuiamo a smaltire nei nostri territori. E dunque quella che è stata e ancora rappresenta una minaccia alla vita di noi tutti può essere utilizzata dai Governi e dalle Istituzioni, oltre che dai singoli cittadini, per costruire un’altra visione del mondo, di organizzazione delle nostre città e dei nostri territori, un’altra idea di relazioni tra persone.
Ma per fare questo dobbiamo ragionare soprattutto per il Sud e la Calabria su alcune grandi questioni.
Se già in tanti, dopo l’emergenza coronavirus, si interrogano sulla ipotesi di ricentralizzare il sistema sanitario, purtroppo attualmente spezzettato in tanti sistemi regionali, con accentuazione per alcuni, vedi la Lombardia e non solo, dei processi di privatizzazione, e per altri, come quelli meridionali, dei processi di impoverimento e dequalificazione, se oramai in molti abbiamo capito l’importanza della medicina pubblica, bisogna accompagnare questi ragionamenti e queste consapevolezze al contrasto deciso e intransigente delle proposte di Automia Differenziata, tanto care alla Lega di Salvini e che anche questo attuale governo non ha abbandonato. Altro che Ponte sullo Stretto cara Presidente:
Lei farebbe un servizio alla nostra Regione se con forza si opponesse a simili progetti e pretendesse che i fondi europei destinati al Sud fossero ripartititi con la percentuale già stabilita del 37% e non redistribuiti su tutto il territorio nazionale, con la scusa del coronavirus.
Allo stato né da parte sua e della sua maggioranza né in maniera incisiva da parte dell’opposizione in Consiglio Regionale si è levata una voce autorevole di contrasto su questi temi.
Senza le adeguate risorse economiche non solo la sanità ma tutta l’economia calabrese non potrà andare avanti. In Calabria, lei lo sa bene, bisogna non solo rafforzare e rendere più efficace ed efficiente il sistema sanitario pubblico ma adottare programmi e azioni concrete per mettere in sicurezza una Regione ad alto rischio sismico e idrogeologico.
Tutti i comuni del nostro territorio dovrebbero essere messi nelle condizioni di intraprendere azioni per mettere in sicurezza gli edifici pubblici a partire dalle scuole e dagli ospedali, aiutare i privati per farlo con le loro abitazioni. La Regione dovrebbe occuparsi sistematicamente della manutenzione di fiumi e torrenti, di strade soggette a frane e smottamenti, di servizi pubblici e di trasporti adeguati, di lotta ad ogni forma di abusivismo.
Alle dissennate proposte che continuano ad essere avanzate di porti e approdi turistici, alle continue mai cessate opere di cementificazione della nostra costa, alla disseminazione di pale eoliche, e alle reiterate proposte anche da lei fatte di nuove discariche, giustificate dalla logica dell’emergenza, ad una agricoltura ancora in larga misura gestita senza rispetto dei diritti di chi lavora e della salute dei consumatori, è tempo di opporre un’altra idea di Regione: ad esempio ricostituzione della flora costiera, mantenimento delle spiagge libere ancora fruibili, ampliamento dei servizi dei parchi naturali, ampliamento dei terreni da destinare ad agricoltura biologica, di montagna e di collina, un piano regionale dei rifiuti che non solo affidi al pubblico la gestione degli impianti esistenti ma avvii un percorso virtuoso di sensibile implementazione della raccolta differenziata, di diminuzione degli imballaggi, di rispetto di tutte le normative europee sul tema, di contrasto efficace alle discariche abusive e ai settori criminali che sui rifiuti hanno costruito fortune e danni ingenti al territorio e alla popolazione.
Per quanto riguarda il sistema sanitario bisogna aumentare i posti letto negli ospedali pubblici, al momento il numero più basso d’Italia e ridurre quelli del privato accreditato, più alto in Calabria che in Regioni come l’Emilia Romagna.
Bisogna stabilizzare il personale sanitario precario e fare nuove assunzioni. Senza medici, senza infermieri, tecnici, riabilitatori, non solo non possono funzionare bene gli ospedali ma non si costruisce la medicina territoriale che per statuto comprende servizi ad alta intensità di personale: Come si fa ad organizzare la medicina di base, i consultori, i servizi di prevenzione, L’assistenza domiciliare integrata, la specialistica ambulatoriale, i centri di salute mentale,i servizi riabilitativi, la medicina veterinaria, del lavoro ,senza risorse umane adeguate.
In regione aumentano ogni giorno gli ambulatori specialistici privati, le radiologie e i laboratori privati, le prestazioni infermieristiche e riabilitative private, le strutture private convenzionate per anziani non autosufficienti, malati di mente, disabili, tossicodipendenti. Per invertire questa tendenza che costa molto ai cittadini calabresi, bisogna riorganizzare, valorizzare, aumentare il raggio di azione della medicina pubblica, con personale dipendente e a tempo indeterminato, attenti alle sirene di nuove esternalizzazioni di servizi che dopo aver compreso quelli per le pulizie, oggi già si propongono per i servizi alle persone con scarse garanzie per i lavoratori e per la qualità delle prestazioni erogate. Se non si corre ai ripari anche in sanità, come è già avvenuto per le prestazioni sociali, si rischia una messa a lavoro povera di tanti giovani tecnici calabresi, con nessuna garanzia sulla qualità delle prestazioni in maniera diffusa e omogenea.
Nell’immediato, cara Presidente, sarebbe inoltre necessario che il suo governo controllasse che in tutte le Asp la riapertura degli ambulatori pubblici fosse reale e non solo annunciata e così l’attivazione concreta delle Usca che sono state istituite.
Bisogna inoltre aumentare fin da subito i pl di rianimazione, di sub intensiva, di malattie infettive, di pneumologia e avviare una revisione radicale dell’assistenza sanitaria per i malati cronici e non autosufficienti, oggi ricoverati in luoghi che potremmo definire i moderni contenitori di ogni tipo di disagio oppure lasciati nelle loro case senza nessuna assistenza. Non è solo necessaria un’azione continua di controllo e di adeguamento delle strutture esistenti. Bisogna cambiare l’organizzazione delle stesse, le loro dimensioni, la mancanza totale di partecipazione dei familiari. E non è più possibile demandare solo al privato accreditato la gestione delle RSA per anziani non autosufficienti, disabili, malati di mente e anche la riabilitazione motoria e neurologica, a fronte di strutture ospedaliere vuote o fortemente sottoutilizzate.
Naturalmente c’è molto altro da considerare per riadeguare il nostro sistema sanitario, ancora troppo povero di presidi di prevenzione, di servizi deputati alla diagnosi delle malattie più diffuse, riabilitazione e di cura di malattie complesse come ad es. i tumori.
I cittadini calabresi che, tra l’altro, hanno quasi smesso di curarsi durante l’emergenza coronavirus, hanno il diritto di avere su tutti questi problemi risposte precise, coordinate e concrete. Si aspettano, ci aspettiamo tutti che il Consiglio Regionale e il Governo da lei presieduto ne discutano e su di essi decidano in maniera ufficiale e pubblica prima che sia troppo tardi e che i tanti o pochi soldi in arrivo siano mal utilizzati o sperperati in mille rivoli come spesso è avvenuto nella nostra realtà.

Rosa Tavella ex Consigliera Regionale