Lettera aperta dalla UGL-TA Calabria alla Sacal

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UGL-TA Calabria scrive alla Sacal: “non vi siete ancora resi conto del pericoloso baratro in cui state  precipitando?”.

LAMEZIA. Lo scorso 14 giugno la segreteria regionale UGL-TA ha scritto una missiva al presidente e alla dirigenza SACAL concentrandosi sulla gestione dei tre aeroporti calabresi e sulla conseguente delusione generato dalla stessa.

Secondo la sigla sindacale, “è evidente che siete immersi  nel caos più completo, con comportamenti che dimostrano, se ancora ce ne fosse bisogno, che dopo circa un anno  emerge solo una deludente e inadeguata gestione per  una palese e latente incompetenza che danneggia il triangolo aeroportuale calabro,considerando che siete i conduttori unici dei tre aeroporti (Lamezia, Crotone e Reggio che non sono un terzo livello).

Molte sono ancora le questioni in sospeso, a parere della UGL-TA, tra queste vi è l’aeroporto Sant’Anna di Crotone, con contestuali “orari d’apertura, rifornimento carburante, i bandi di concorso e selezioni, sono la dimostrazione di un impegno saltellante privo di conclusioni. I fatti di Crotone, hanno spalmato una ennesima macchia sulla regione, coprendo di ridicolo la Calabria, facendoci, ancora una volta,vergognare, ma soprattutto confermando quanto abbiamo più volte sostenuto che, alla guida di una società del trasporto aereo, almeno in Calabria, ci vogliono tecnici e non personaggi indicati dagli ambienti politici, non ce ne voglia nessuno, noi la pensiamo così; forse non vi siete ancora resi conto del pericoloso baratro in cui state  precipitando?”.

La sigla sindacale ricorda che il proprio “impegno è rivolto alla tutela di tutti i lavoratori del settore, alla professionalità e alla continuità tecnico-sociale, senza chiedere tesseramenti, non è nostra abitudine e non lo abbiamo mai fatto, le scelte debbono essere libere e non imposte in cambio di qualche cosa che spetta di diritto”.

In merito poi a quello che è considerato fiore all’occhiello dei trasporti calabresi, ossia l’aeroporto internazionale di Lamezia Terme, “la struttura che negli anni Ottanta fu costruita dalla compagnia aerea Itavia per mettere le ali all’economia calabrese, ci pare che con la chiusura di quella società, di ali non ce ne siamo state molte e si sono liquefatte come quelle di Icaro. Progetti e propositi, rimasti in gran parte sulla carta, bilanci che non si conoscono e sembra siano in rosso cupo,noi avevamo proposto che i vertici aziendali e gli stessi  consiglieri si riducessero volontariamente lo stipendio e i gettoni di presenza, non abbiamo avuto risposte. Permetteteci una domanda: che fine faranno gli 81 stagionali? Un patrimonio di capacità, cultura e valenza professionale, lasciati a languire in attesa di un miracolo? Senza essere utilizzati stabilmente? Noi pretendiamo, senza indugi, la stabilizzazione di questi elementi con il passaggio a tempo indeterminato, sia come SACAL che come GH, oltre la trasformazione da trenta a quaranta ore di alcuni dipendenti“.

Altro tema sul quale si è soffermata la sigla sindacale è il contratto integrativo che risulta scaduto da anni “per le diverse situazioni passive  dell’economia aziendale, i diretti interessati, responsabilmente avevano accantonato le richieste in attesa di tempi migliori. Una bozza redatta dalla sigle e depositata, da svariate stagioni, presso la direzione, ma la trattativa e la conclusione  rinviate con scuse sempre diverse, tra cui il fattore economico che, stranamente, colpisce solo la base. Cosa ci raccontate sulla funzionalità e continuità della stessa Sacal e della GH? Ci sembra che la GH, almeno da quanto si dice,mai smentito,sia già con un pesante passivo. Anche qui siete impantanati nell’impossibilità di chiudere un cerchio e aprire un capitolo nuovo a vantaggio del Lamezia Terme. Noi non facciamo passi indietro e neppure sconti, pretendiamo la soluzione completa di quei problemi irrisolti  che pesano sulla conduzione dell’ente. Signori, siamo seri, cercate di scendere dal piedistallo che vi siete costruiti, non siete ne dei manager e nemmeno  dei tecnici, lo sapete perfettamente, pertanto restano due soluzioni o adattarvi e cercare di entrare umilmente nel sistema del sociale aereo con tutte le sue sfaccettature, oppure dimettervi e lasciare il campo a chi veramente capisce quel mondo del futuro”.

Redazione

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