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Un nuovo centro-antiviolenza a Lamezia: il tema della tesi di laurea di Eleonora Gennaccaro

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Nella tesi della neo-architetta lametina Eleonora Gennaccaro, laureatasi con 110 e lode all’Università Mediterranea di Reggio Calabria, il progetto di un centro antiviolenza da realizzare a Lamezia Terme.

La violenza sulle donne è un fenomeno molto diffuso e radicato in Calabria e per contrastarlo mancano ancora le strutture.

Il progetto-sogno della lametina Eleonora Gennaccaro (laureata con 110 e lode in Architettura all’Università Mediterranea di Reggio Calabria) ambisce alla costruzione di un centro antiviolenza diviso in tre blocchi, quasi come tre stadi da attraversare per rinascere e rifiorire uscendo dalla situazione di disagio che colpisce la vita di molte donne.

Se in Italia il fenomeno della violenza sulle donne è in diminuzione, in Calabria è in aumento così come sono superiori alla media nazionale i dati riguardanti lo stalking e la violenza psicologica: una situazione drammatica.

Il nuovo centro antiviolenza sarà progettato a Lamezia Terme e sarà di riferimento a tutti i 21 Comuni afferenti al distretto sociosanitario lametino; costituirà la nuova sede del centro antiviolenza Demetra, essendo l’odierna sede piccola e non idonea ad arginare il fenomeno.

L’area scelta per l’ideale realizzazione sorge a ridosso dell’incrocio di via Aldo Moro e via Cristoforo Colombo, nel centro di Lamezia Terme. “Ho scelto questa zona perché è al centro della città, ricca di servizi, in particolare scuole, di modo che le donne possano immaginare una vita che non le costringa a nascondersi… un luogo isolato sarebbe stato pericoloso e avrebbe acutizzato la solitudine!” – spiega il neo architetto.

Il primo blocco sarà la parte destinata alla sensibilizzazione sul tema, la parte che dà voce al fenomeno: perciò è trasparente e pubblico. Il secondo blocco semi-privato rappresenterà invece il luogo atto ad ospitare le operatrici del centro, nonché il personale preposto all’organizzazione di strategie col fine di eliminare la violenza di genere, nonché la raccolta dei dati. L’ultimo blocco privato, anche detto “punto di fuga”, offrirà alloggio temporaneo in situazioni di emergenza nelle quali è immediatamente sconsigliato per la donna rientrare nella propria dimora.

Attraverso l’architettura, Eleonora sogna una catarsi per tutte le donne che hanno bisogno di aiuto.

Un progetto ambizioso che interpreta i mali del nostro tempo: il Covid ha fatto la sua parte per isolare ancor di più chi è vittima di violenza.

Molti suggeriscono: “Scappa al primo comportamento anomalo, al primo insulto, al primo schiaffo…”, ma per andare dove?

La tesi dell’architetto Eleonora Gennaccaro risponde eccellentemente a questo quesito che un giorno potrebbe diventare realtà e un orgoglio per tutta la comunità lametina.

L’Università Mediterranea pubblicherà e diffonderà la Tesi di Laurea conseguita con il voto di 110 e lode.