Unical, aperte le iscrizioni al corso di laurea magistrale in Intelligence

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RENDE. Può l’intelligence essere argomento di un corso di laurea? Non solo è possibile ma oggi è addirittura necessario. È questa la proposta dell’Università della Calabria che ha aperto le iscrizioni per la frequenza al primo corso di laurea magistrale in Intelligence che scadono il 18 settembre alle ore 24.

Le domande vanno presentate seguendo le indicazioni presenti sul sito http://www.unical.it/portale/ateneo/amministrazione/aree/uocsdfpl/sdfpl/ammissione1819/bandilm/. Si può accedere con una laurea triennale conseguita nelle più  diverse discipline, con possibilità di sbocco occupazionale nel campo della sicurezza pubblica e privata quali analisti di intelligence. Il Ministero dell’Università ha approvato l’innovativo corso di studi che può consentire interessanti sbocchi occupazionali non tanto nel settore pubblico quanto in quello privato. Infatti, oggi si discute ogni giorno di fake news ma si dimentica che per smascherarle occorre avere la capacità di individuare le informazioni rilevanti confrontandole e individuando le fonti. E quale metodo di trattazione delle informazioni più efficace del metodo dell’intelligence? Non a caso a fine millennio era proprio Bill Gates che affermava: “Ho una certezza semplice ma incrollabile: il successo di una persona o di un’impresa dipende da come si raccolgono, analizzano e utilizzano le informazioni”.

Praticamente aveva descritto il metodo dell’intelligence. Non sembri casuale che un’iniziativa del genere provenga da un ateneo meridionale, perché proprio l’Università della Calabria Francesco Cossiga più di dieci anni sostenne per promuovere il primo master sull’Intelligence d’Italia. Il che ha dato buoni frutti per fare diventare l’intelligence una materia di studio accademico, come accade negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in tanti altri Paesi nel mondo. Un’iniziativa che dimostra la capacità di innovazione che proviene dal Mezzogiorno e che si rivolge all’Italia, sottolineando l’importanza della sicurezza come elemento prioritario dello sviluppo, che non può essere affrontata sull’onda dell’emozione ma ha bisogno di esperi che la studino seriamene tenendo conto delle prospettive future. E non è proprio l’intelligence la materia che può aiutare a prevedere quello che accadrà?

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