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Ustica: dopo 40 anni ancora nessuna verità

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Ustica aereo

Sono uno dei circa mille ex dipendenti della Compagnia Itavia, società che dopo il dramma di Ustica (27 giugno 1980) a qualcuno di una classe politica, non certamente diversa da quella attuale, fece comodo far fallire, per non andare a ricercare cause e fatti, intrighi e veleni capaci di mettere in mostra situazioni particolari di sudditanza con i poteri forti dello spazio aereo e della stessa NATO

Comunicato Stampa

Sono passati 40 anni, tra speranze e smentite, tra falsi creati di proposito per fare depistaggio, ma la verità, nuda e cruda, la realtà tremenda di quei momenti non è mai emersa dalle acque del mare.

81 vittime e circa 1000 dipendenti cancellati senza la minima ombra di rimorso.

Lo Stato, il nostro Stato, doveva tacere per paura di chissà quali ritorsioni o di perdere benefici occulti, fingendo di cercare un qualche cosa che già conosceva.

Timpa delle Magare (balcone delle streghe) a Castelsilano, con la storia, riveduta e corretta, del MIG Libico, su cui ancora oggi nessuno fa sapere se abbattuto o precipitato per altre cause, comunque nello stesso giorno della disgregazione del DC9.

Gli anni sono volati, a noi è stata tolta la dignità di lavoratori, riconvertiti dalle idee di chi intendeva far svanire ogni traccia dell’Itavia, sottoposti ad un quasi lavaggio del cervello, mandati a scuola per essere reinseriti, dove istruttori, molto più giovani di noi e con minore esperienza si sono trovati più volte a disagio, davanti ai quesiti tecnici e sociali che, invariabilmente, facevamo per capire fino a che punto potevano insegnarci il percorso della nuova stagione, alla fine, lo dico con orgoglio, dall’alto della nostra professionalità, noi  abbiamo integrato   le loro  conoscenze.

Adesso, dopo l’arco di 40 primavere, veniamo a sapere che un gruppo di parlamentari non vuole procedere alla desegregazione degli atti gelosamente chiusi, a doppia mandata, negli archivi di uno stato, il nostro stato, che non solo non ci ha tutelati ma ci ha totalmente abbandonati.

In pratica questo comportamento parlamentare ci colpisce una seconda volta, ci toglie le illusioni di conoscere perché abbiamo perso tutto, ma in modo particolare è uno schiaffo morale alle sofferenze patite, alle dequalificazioni, alla nostra collocazione, come ultimi, in liste aeree invisibili ma esistenti.

Gianfranco Turino

Calabria Sociale

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